Il Pulcino cieco /The Blind Chick |
C'era una volta mamma chioccia. Era una mamma speciale, perchè era saggia e poteva anche parlare! Aveva covato per diverse settimane sei uova e, alla fine, nacquero cinque pulcini. Ma un uovo non si era ancora schiuso.
Mamma chioccia non volle abbandonare il suo nido, in attesa che uscisse dall'uovo Ultimino (così era stato soprannominato il ritardatario dai fratellini).
§ § §
Once upon a time, there was a broody hen. She was rather special because she was wise, and she could even speak. She had incubated her eggs during several weeks and, in the end, six eggs hatched and six little chicks pecked their way through the shell. But one egg wouldn't hatch. Mother Hen refused to abandon the nest until Lastey's (that was the nickname given to the last of the little brothers and sisters) egg had hatched.
Quando finalmente uscì, Ultimino rimase per alcuni giorni sotto le ali della mamma, senza muoversi. Mamma chioccia cercò di spingerlo fuori dal nido e di farlo camminare, ma Ultimino non voleva saperne di muoversi. Mamma chioccia insistette.
§ § §
When this finally happened, Lastey remained curled up for some days under his mother's wings, motionless . Mother Hen tried to push him out of the nest and make him walk a little, but Lastey would not have it. Mother Hen insisted.
.
Allora, Ultimino fece alcuni passi, ma andò a sbattere contro la ciotola dell'acqua, poi finì contro un fratellino, alla fine cadde in una piccola buca che si trovava accanto al nido. Solo allora mamma-chioccia si rese conto che Ultimino non poteva vedere.
“Lo aiuteremo noi!” promisero i suoi fratellini. E fecero un patto:
“Uno per tutti e tutti per Ultimino !”
§ § §
At last, Lastey took some steps but crashed against the water bowl, hit himself against his brother and ended up in a small hole near the nest. Only then, did Mother Hen realize that Lastey could not see.
“We will help him!” the young little siblings promised. They struck up an agreement:
“One for all and all for Lastey!”
.
“Che bella famiglia!” pensò mamma-chioccia orgogliosa..
§ § §
“What a lovely family!” thought Mother Hen full of pride.
Due mondi
Quello di Ultimino e quello dei suoi fratelli . Quale dei due è vero?§ § §
Two worlds
Lastey´s world and that of his little brothers. Which one is true?
.
Passarono i giorni. Ultimino era sempre solo e triste, nonostante l'affetto dei suoi fratellini, che facevano di tutto per aiutarlo e tenerlo di buon umore.
Mamma chioccia era molto preoccupata per Ultimino anche per un altro motivo.
“Perchè il mondo è così brutto?” chiese un giorno Ultimino.
“Brutto? Che cosa vuoi dire, figliolo?” domandò mamma-chioccia.
“Vedo tante brutte cose attorno a me!” disse.
§ § §
The days passed. Lastey was always alone and sad, in spite of the love his little brothers and sisters showed for him, and in spite of their effort to see him in a good mood.
But Mother Hen was also worried about Lastey for a different reason.
“Why is the world so dirty?” Lastey asked one day.
“Dirty? What do you mean sonny?” asked Mother Hen.
“I see so many dirty things all around me!” he said.
![]()
Solo allora mamma-chioccia capì il motivo della tristezza del figlio: nella sua mente appariva un mondo diverso dal suo e da quello degli altri fratellini.
“Figliolo, oggi è una splendida giornata di aprile! Il sole è caldo. Qui intorno stanno sbocciando le prime rose profumate e i campi sono pieni di verde! Come puoi vedere cose brutte?” domandò mamma-chioccia.
§ § §
It was then that Mother Hen understood the reason for her son's sadness. In her son's mind, there appeared a different world from that which appeared in the mind of her blind son's little brothers and sisters. “My son, today is a wonderful April day! The sun is warm. All around you there are fragrant roses and the fields are full of deep green vegetation. How can you possibly see dirty things?” asked Mother Hen.
“Rose profumate? Splendida giornata? Ciò che vedo non ha colori ed emana un odore cattivo!” rispose, triste, Ultimino .
Mamma chioccia prese il figlio sotto l'ala e lo portò vicino ad una magnifica rosa rossa.
“Non senti, figliolo, quanto sono vellutati i petali di questa rosa e il suo forte profumo?” chiese.
§ § §
“Fragrant roses? A splendid day? What I see doesn't have any colours and it smells rotten!” said Lastey sadly.
Mother Hen took her son under her wing and led him to a beautiful red rose.
“Can't you feel the softness of these petals, my son? Can't you smell the strong fragrance?” she asked.
![]()
“Ti prego, allontana quell'oggetto dall'odore sgradevole! Mi sta irritando la pelle!” implorò Ultimino. Mamma chioccia era schoccata.
”Odore sgradevole? Oggetto che irrita la pelle?” pensò.
Non riusciva proprio a capire.
§ § §
“Please, take that horrible-smelling object away from me! It's irritating my skin!” Lastey pleaded.
Mother Hen was shocked. "Horrible smell? An object which is irritating your skin?” she wondered. She couldn't quite understand.
![]()
“ Ultimino , questa è una rosa rossa, con i petali delicati e soffici, dall'odore intenso e molto piacevole!” cercarono di spiegare i fratellini.
Ma Ultimino non capiva.
“No, quello è un oggetto che mi pizzica la pelle il cui odore mi fa star male!” protestò Ultimino .
Con il passare del tempo, fu chiaro che la mente di Ultimino funzionava in modo diverso da quella dei suoi fratelli.
§ § §
“Lastey, that is a red rose with delicate and soft petals. It has an intense and very pleasant smell!” his brothers and sisters tried to tell him. But Lastey couldn't understand.
“No! It's something which is stinging my skin and its smell makes me feel bad," protested Lastey.
As time passed, it became clear that Lastey's mind worked differently from that of his brothers and sisters.
§ § §
In breve: Ultimino non vedeva il mondo allo stesso modo dei fratelli non solo perchè era cieco, ma, come abbiamo già detto, anche perchè la sua mente funzionava in modo diverso. Sembrava esistessero due mondi, due realtà: quella di Ultimino e quella dei suoi fratellini.
§ § §
In other words, Lastey saw the world differently from the rest not only because he was blind, but also because his mind worked differently as already mentioned. It was as if there existed two worlds, two realities: one was Lastey's and the other his brothers.
![]()
.
Quando il cielo era nuvoloso e pioveva, i pulcini si rifugiavano nella stalla del contadino, pensierosi e tristi. Ultimino , invece, era allegro ed eccitato:
“Oggi mi sento bene! È proprio una magnifica giornata!' esclamava.
Mamma-chioccia, che era molto saggia, spiegò ai fratellini che Ultimino vedeva il mondo in modo particolare.
§ § §
Whenever it was cloudy or it rained, the other little chicks took refuge in the farmer's stable, pensive and glum. Lastey, however, felt happy and excited.
“I feel really good today! It's a wonderful day today!' he exclaimed.
Mother Hen, who was wise, told the other little chicks that Lastey saw the world in his own particular way.
Mamma chioccia spiego' che Ultimino non voleva fare il bastian contrario e divertirsi a provocare i fratellini. “Il fatto è che nella sua mente apparivano immagini, suoni, odori, pensieri completamente diversi da quelli degli altri pulcini.”
“Allora non è normale!” disse uno di loro.
§ § §
He wasn't trying to be annoying or to provoke them. "The fact is that in his mind there appear completely different images, sounds, smells, and thoughts from yours!"
“But it doesn't sound quite right!” said one of the brothers.
“Sì, non è nella norma. Vuol dire che non pensa, vede e sente come la maggioranza degli altri pulcini, ma questo non significa che lui abbia torto e che voi abbiate ragione!” commentò mamma-chioccia.
§ § §
“Yes…it's not usual. What it means is that he doesn't think, see or feel the same way that most of the other chicks do, but it doesn't mean that he is wrong and you are right!" commented Mother Hen.
“Non capiamo! Se cinque pulcini vedono una rosa rossa e profumata, non
vuol dire che quella rosa esiste proprio in quel modo?” chiesero i pulcini.
Mamma chioccia sorrise.
§ § §
“We don't understand! If six of us see a red scented rose, doesn't that mean that the rose does in fact exist in this world?” asked the chicks.
Mother Hen smiled.
”È difficile spiegare” rispose. “Ma la maggioranza non sempre possiede la verità!”
E raccontò una storia.
§ § §
”Well…it's difficult to explain” she said. “But the majority isn't always in possession of the truth!”
Then she told them a story.
IL CANE FEDELE
La maggioranza non ha sempre ragione
§ § §
The Loyal Dog
The majority isn't always right
C'era una volta una fattoria con molti animali e tra questi un cagnolino. Era un bastardino, che Ugo, il figlio del padrone, aveva trovato lungo la strada. Si era affezionato alla gente ed era molto amico di tutti gli altri animali, perfino del vecchio gatto brontolone, che era così vecchio da non riuscire nemmeno a distinguere un topo da un coniglio! Una notte, il bastardino cominciò ad abbaiare e ad agitarsi come se fosse stato morso da una tarantola. Correva di qua e di là, in preda alla paura.
§ § §
Once there was a farm. In it, there were many animals and a small puppy was among them. It was a mutt which Hugo, the owner's son, had found on the street. He had become friendly with everyone and got along with all the other animals including the old grumpy cat who was so old that he couldn't tell a mouse from a rabbit.
One night, the little mutt began to bark and shuffle as if he had been bitten by a snake. He ran up and down panic-stricken.
Tutti gli abitanti della fattoria furono svegliati da quel fracasso. Il figlio del contadino cercò di calmare il suo amico, ma inutilmente.
Il bastardino continuava a lamentarsi, ad abbaiare come se volesse dire qualcosa.
“Forse ci sono dei ladri!” disse qualcuno.
E tutti cominciarono a cercare nel fienile, nella stalla, nei campi, ma non trovarono nulla.
“I cani sentono il pericolo” disse Ugo. “Me l'ha detto la mia maestra. Ha spiegato che possono sentire quello che noi non sentiamo! Forse avverte qualcosa di pericoloso e cerca di metterci in guardia !”
“Suvvia, non crediamo a queste storie! Che cosa può sentire? Facciamo silenzio e cerchiamo di ascoltare anche noi se ci sono rumori o suoni sospetti,” propos il contadino. Tutti rimasero in silenzio.
§ § §
Everyone in the farm was woken up by the barking. The farmer's son tried to calm his friend down but to no avail. The puppy kept on complaining as if he was trying to tell them something…
“Maybe there are burglars!” people said. So, they started to search for them in the hay stacks, in the stalls, in the fields…but they couldn't find anyone.
“Dogs can sense danger” said Hugo. “My teacher explained to me that they can sense things that we can't! Perhaps he is sensing something and is trying to warn us!”
“Come on, let's not let those stories get the best of us! What can he possibly sense? Let's keep silence ourselves and let's see if we can hear any sounds or suspicious noises…” said the farmer.
Everyone kept quiet and listened.
”Avete sentito qualcosa?” chiese il contadino .
Tutti risposero negativamente, eccetto il bastardino che continuò a lamentarsi e ad abbaire sempre più disperato.
“Noi siamo la maggioranza – disse il contadino. – E se la maggioranza dice che non ha sentito suoni o rumori, vuol dire che non esistono questi suoni o rumori sospetti!”
§ § §
”Did you hear anything?” asked the farmer.
Everyone replied negatively. Everyone, except the little puppy who continued barking and complaining in increasing desperation.
"We are the majority," said the farmer," and if the majority says there are no sounds or noises, that means that they don't exist.”
§ § §
.
Tutti concordarono con la conclusione del capofamiglia e tornarono a letto, minacciando il bastardino di lasciarlo senza cibo per un giorno se non avesse smesso di disturbare. Ma bastardino non volle sentire ragioni.
Per tutta la notte continuò a guaire, tanto che Ugo, prima dell'alba, decise di alzarsi per andare a consolare il suo amico.
§ § §
Everyone agreed with the head of the family's decision and went back to bed, threatening the puppy he would have to go without food for a whole day unless he stopped disturbing them.
But the puppy wouldn't listen to any of the warnings. He continued to bark all night long until just before dawn. Hugo decided to get out of bed and go to his friend to try to console him.
“Lo so che stai male e che vuoi dirci qualcosa” mormorò. “Ma qui nessuno capisce il tuo linguaggio. Ora sei con me e non ti succederà nulla!”
§ § §
“I know there's something wrong and that you want to say something to us", he whispered, “ But nobody here understands what you are saying. Now I am here with you and nothing will happen to you !”
Aveva appena pronunciato quelle parole, che un rombo sordo, terribile, salì dalle viscere della terra.
Sembrava che un demone si stesse svegliando. Tutto cominciò a muoversi avanti e indietro… Ugo vide le luci della casa spegnersi e poi nient'altro. Strinse il bastardino stretto stretto al suo cuore per proteggerlo e aspettò che finisse quell'orribile danza della terra. Quando tornò la calma, c'erano solo polvere e silenzio tutto intorno.
Un silenzio di morte. La sua casa era completamente distrutta.
Ugo rimase solo con il suo amico che, invano, per tutta la notte, aveva tentato di avvisare gli abitanti della fattoria del pericolo che stavano correndo.
§ § §
He had hardly had time to say those words when a sordid uproar erupted from the entrails of the earth. It was like a demon waking up. Everything began to shake backwards and forwards. Hugo saw the lights in the house go out and then nothing else. He held on tight to the puppy close to his heart as if to protect him and waited for the horrible shaking from the earth to finish. Once the earth had quieted down, there was nothing but dust and silence all around. There was a deadly silence. His house had been completely destroyed. Hugo remained close to his friend who had uselessly tried to warn the people on the farm all night long of the danger they were going to face.
Grazie alla capacità di sentire suoni e odori che sfuggono ai sensi degli uomini, il bastardino sapeva che stava per arrivare un' “onda” che avrebbe devastato il villaggio, ma gli uomini non avevano capito perchè percepivano la realtà in modo diverso.
§ § §
Due to the ability to sense smells and sounds which escape human sensitivity, the mutt knew that the wave which was going to destroy the village was about to reach them. The humans, however, had not understood because they perceived a different reality.
Vi ho raccontato questa storia per farvi capire che non sempre la maggioranza possiede la verità"
§ § §
.
I have told you this story to show that the majority is not always right.
§ § §
I pulcini avevano ascoltato la storia con molta attenzione.
“Che cosa vuol dire che gli uomini percepivano la realtà in modo diverso?” chiese uno dei pulcini.
“Vuol dire che non tutti vediamo il mondo allo stesso modo. Il mondo degli uomini è diverso da quello dei cani, dei gatti, delle farfalle… così come il mondo di Ultimino era diverso dal vostro. Voi vedete una rosa meravigliosa, mentre nella sua mente appare qualcosa che lo disturba e lo rende triste.”
§ § §
The chicks had been listening to the story very carefully.
“What do you mean by "the men perceived a different reality"? asked one of the chicks.
“It means that we don't all see the world the same way. The world seen by a man is different from the world seen by a dog, a cat or a bird and, therefore, Lastey's world is also different from yours. While you see a wonderful rose, in his mind there appears something which disturbs him and makes him sad.”
“ Io credo che solo gli animali vedano in modo diverso. Gli uomini vedono tutti allo stesso modo!” disse un pulcino.
§ § §
“I think that only animals see the world differently. Men all see the world the same way!” said one of the chicks.
Uno sgorbio della Natura oppure un dono?
La visione del contadino e della sua vicina
§ § §
A freak of nature or a gift?
The farmer´s vision and that of his friend´s
In quel preciso momento, arrivo' il contadino accompagnato da un'amica: una donna grassa, dalla voce sgraziata.
§ § §
At that precise moment, the farmer arrived with a friend. She was a big rough woman, and she had an unpleasant voice.
.
Tutti i pulcini corsero a rifugiarsi sotto le ali della mamma, tranne Ultimino che non si era reso conto del pericolo e non aveva udito l'avvertimento dei suoi fratellini di mettersi al riparo.
§ § §
All the chicks ran for refuge under their mother's wing except for Lastey who hadn't been aware of the danger and who hadn't heard his brothers' warning although they had tried to put him on guard.
.
“ Cos 'è questo sgorbio della natura? Ti sei accorto che è cieco? Perchè non lo elimini?” disse la donna grassa. Prese Ultimino tra le mani e, con disprezzo, lo gettò in un angolo.
§ § §
"What's this freak of nature? Do I have to remind you that he's blind? Why don't you get rid of him?" said the fat woman while she picked him up with her chubby hand and threw him in a corner in the most humiliating manner.
“Sgorbio della Natura? Ma sei impazzita? È uno dei pulcini più interessanti che mai abbia avuto! Non so perchè, ma sia mio figlio che io abbiamo una strana simpatia e affetto per questo pulcino che sembra capire quello che diciamo!”
“Sciocchezze! Tanto è destinato a finire in pentola, prima o poi, quindi, meglio mettere fine alle sue sofferenze ora!” concluse, ridendo la donna grassa.
Ultimino era immobile, terrorizzato.
§ § §
“A freak of nature? Have you gone mad? He's one of the most interesting chicks I have ever had! I don't know why but both my son and I have an odd attraction and affection for this little chick who seems to understand what we say!”
“Nonsense! He's going to end up in the pot sooner or later anyway, so why not end his suffering now!” said the fat woman with a smile on her face.
Lastey was motionless and terrorized.
§ § §
I pulcini avevano nascosto le testoline sotto le ali di mamma-chioccia che tentò inutilmente di coprire le loro orecchie, perchè non sentissero quei discorsi orribili, ma senza riuscirci.
“Avete sentito?” disse mamma-chioccia. “Anche gli uomini hanno visioni diverse!”
§ § §
The chicks had hidden their little heads under their mother's wings who tried uselessly to cover their ears so that they wouldn't hear those terrible words. Unfortunately, she didn't succeed.
“Did you hear that?” said the Mother Hen. “Men also have different perceptions of things!”
§ § §
Ma i pulcini stavano pensando ad altro.
“Che cosa intendeva quella donne cattiva quando disse che prima o poi Ultimino sarà destinato a finire in pentola? ” chiesero.
Mamma-chioccia temeva quella domanda. Sapeva che, un giorno o l'altro, gliel'avrebbero fatta.
Una lacrima scese dai suoi occhi.
”Perchè piangi?” chiesero i pulcini.
“Perchè non so rispondere alla vostra domanda. Dovete chiedere al Vecchio Coniglio selvatico!”
Il giorno dopo, i sei pulcini, in fila, si recarono dal Vecchio Coniglio selvatico.
§ § §
The chicks, however, were thinking of something else.
“What did the mean old woman have in mind when she said that sooner or later Lastey would end up in the pot?” they asked.
Mother Hen was afraid she would be asked that question. She did know that sooner or later, they would do him in.
A tear fell from her eyes.
”Why are you crying?” asked the chicks.
“Because I don't have an answer to your question. You'll have to ask the old Wise Rabbit in the forest.
The day after, all seven chicks went to look for the old Forest Rabbit in single file.
.
Il Vecchio Coniglio selvatico :
“ Tutti siamo condannati a morire!”
The old Forest Rabbit
“We are all doomed to die!”
“Vecchio Coniglio, siamo venuti perchè la nostra mamma non sa rispondere alla nostra domanda” e raccontarono la storia della donna grassa e cattiva che voleva uccidere Ultimino .
Vecchio Coniglio selvatico aveva fama di essere molto saggio e di possedere anche dei poteri miracolosi. Era sempre pronto ad aiutare chiunque si trovasse in difficoltà e chiedesse il suo intervento. Per questo era amato e rispettato da tutti, anche dagli abitanti della fattoria.
§ § §
“Wise Rabbit, we've come to see you because our mother doesn't know the answer to our question," and they told him the story of the fat, old and mean woman who wanted to have Lastey killed.
Old Forest Rabbit had a great reputation for being wise and for having miraculous powers. He was always ready to help anyone with a problem or anyone who would ask him for help. He was therefore, much loved and respected by everyone, including the inhabitants of the farm.
“Io non racconto bugie – rispose Vecchio Coniglio selvatico – e voi lo sapete. La verità è che quella donna crudele ha ragione: quando sarete cresciuti e diventerete grandi, il vostro destino sarà quello di venir uccisi dal contadino, oppure venduti, per finire, appunto, come cibo per gli uomini!”
Tutti i pulcini si strinsero l'un altro, in preda alla paura e all'angoscia. Per fortuna arrivò anche la mamma, che li prese sotto le sue ali, per consolarli.
Solo Ultimino era rimasto impassibile ad ascoltare e non si era rifugiato sotto le ali della mamma.
“Questo destino riguarda solo noi pulcini oppure è comune a tutte le creature?” chiese.
“È comune a tutte le creature. Tutti, in un modo o nell'altro, siamo destinati a morire: chi uccisi da un virus, un tumore, chi uccisi da altri animali, oppure dagli esseri umani… Che differenza fa? La cosa certa è che siamo, come dire?, condannati a morte!”
§ § §
“You know very well," replied the Old Rabbit, "that I don't tell lies. The truth is that the cruel woman was right. When you are fully grown, your fate will be to be killed by the farmer, or else sold at the market to end up perhaps, as food for men!”
All the chicks gripped each other tight with fear and anxiety. Fortunately, Mother Hen arrived and she took them under her wings to reassure them.
Only Lastey remained motionless and unaffected and he did not go for shelter under his mother's wings.
“Is this fate only reserved for us chicks or is it common to all creatures?” asked, only Lastey.
“It is common to all creatures. We are all destined to die in one way or another. There are those who are killed by a virus or a tumour. Those who are killed by another animal or by human beings. What's the difference? The only true fact is that we are all destined to die!”
“C'è un modo per riuscire a sfuggire al nostro destino?” chiese Ultimino .
“ Certo!” rispose il Vecchio Coniglio selvatico.
Cinque testoline sbucarono da sotto le ali e i pulcini, rincuorati, erano ansiosi di sentire la risposta.
“Quale? Quale?” chiesero tutti insieme.
“Trovate il mitico reame dove non c'è la morte e rifugiatevi lì!” rispose il Vecchio Comiglio selvatico.
§ § §
.
“Is there any way we can escape from our fate?” asked Lastey.
“Certainly!” replied old Forest Rabbit.
All the chicks then stuck their head out from under the wings encouraged by the reply and very anxious to hear more.
“What is it? What is it?” they all asked at the same time.
“Find the mythical kingdom where death doesn't exist and take refuge there!” replied old Forest Rabbit.
.
Il Mitico Reame
“Se non c'è nascita, non c'è morte!”
The mythical kingdom
“If there is no birth, there is no death!”
§ § §
“Esiste questo mitico reame ?” chiese Ultimino.
“Certo! Sta a voi trovarlo!” rispose il Vecchio Coniglio misterioso.
Da quel giorno i pulcini, guidati da Ultimino , si misero in viaggio alla ricerca del Paese dell'Immortalità: il mitico reame.
§ § §
“Does this mythical kingdom exist?” asked Lastey.
“Certainly! It's up to you to find it!” answered the Forest Rabbit, mysteriously.
After that day, the chicks started their journey in order to find the mytical Kingdom of Immortality.
Mamma-chioccia li lasciò andare. Era triste, naturalmente, come tutte le mamme quando i figli si allontanano da loro, ma sapeva che i figli non avevano altra scelta: o trovavano quel posto oppure sarebbero finiti come aveva detto la donna cattiva.
§ § §
Mother Hen let them go. She was sad, of course, like all mothers when their children wander off. But she knew that the little ones had no choice. Either they found the place or they were finished just as the mean woman had said.
Vi seguiro' con il pensiero - disse. - In qualunque posto andiate, io vi saro' vicina con il mio cuore e spero possiate conquistare la liberta' che state cercando. Vi chiedo solo una cosa: quando avrete trovato quello che cercate, non fermatevi, non tenete il segreto solo per voi, ma tornate dai vostri amici per aiutare anche loro ad essere liberi dal tremendo destino che li attende!
§ § §
" I will follow you with my thoughts" she said. "Whenever you go, I will be nearby with all my heart. My children, I wish you can all find the freedom you are looking for. I only ask one thing of you. Once you have found what you are looking for, don't give up/ Don't keep the secret to yourself. Instead, return to your friends and help them to find their freedom from the terrible fate, which awaits them too."
I pulcini promisero alla mamma che sarebbero tornati, ad ogni costo. Con questo pensiero positivo in mente, partirono. Vecchio Coniglio selvatico aveva dato a Ultimino , il capo della spedizione, un talismano, uno specchio d'oro: “Quando ti troverai in pericolo, oppure non saprai più dove andare, guarda questo specchio e recita questa formula: Specchio, specchio delle mie brame, dove si trova il mitico reame?”
§ § §
The chicks promised their mother that they would return at all cost. They departed with that idea in their minds. Old Forest Rabbit had given Lastey, who had become the head of the expedition, a special talisman, a golden mirror .
"Whenever you find yourself in danger or when you don't know what direction to take, look at this mirror and recite the words, "Oh wishing mirror, where can I find the mythical kingdom?"
§ § §
Camminarono e camminarono per giorni e mesi, superando ostacoli e pericoli di ogni genere. Alcuni pulcini si ammalarono, durante il viaggio e Ultimino li rimandò a casa. Altri, provarono nostalgia per la loro mamma, e decisero di tornare. Altri ancora, avendo perso la speranza di trovare il Mitico Reame dell'immortalità, abbandonarono l'impresa. Alla fine, rimase solo Ultimino con il suo specchio d'oro e la ferma decisione di portare a termine la sua missione per liberare se stesso e tutti i suoi fratelli. Quando anche l'ultimo fratellino lo lasciò, Ultimino dovette fermarsi. Un pulcino cieco non può fare molta strada da solo!
Fu allora che decise di usare il suo Specchio d'oro e pronunciò la formula magica: “Specchio, specchio delle mie brame dov'è il mitico reame?”
.
§ § §
They walked for days and months and overcame many obstacles and dangers of all types.
Some of the chicks fell ill during the voyage and Lastey had to send them home. Others became homesick for their mother and also decided to return home. Still others, lost their confidence in finding the Mythical Kingdom of Everlasting Life and abandoned their objective.
In the end, Lastey was the only remaining chick with his golden mirror and his firm decision to carry out his mission to liberate himself as well as all his brothers. When the last of his brothers parted, Lastey was forced to stop for a pause. "A blind chick can't get very far on his own!" he thought. That was when he decided to use the golden mirror and he said the magic formula. "Oh wishing mirror, where can I find the Mythical Kingdom ?"
![]()
Dallo Specchio d'oro uscì un Vecchio con la barba che arrivava fino ai piedi. Fece un inchino e disse: “Sono il Genio del Bene. Perchè vuoi trovare il mitico reame dell'immortalità?”
“Perchè nessuno debba più soffrire!” rispose Ultimino.
§ § §
From out of the gold mirror, came out an old man with a white beard which reached all the way down to his feet. He bowed his head and said, “I am the Genie of Goodness. Why do you wish to find the Mythical Kingdom of Everlasting Life?”
“So that no one may have to suffer!” replied Lastey.
“Che cosa sei disposto a pagare per ricevere questa informazione?” chiese il Genio del Bene.
“Qualunque prezzo!”
“Ma non hai nulla. Che cosa puoi darmi?”
“Posso darti la mia vita!” rispose Ultimino.
“La tua vita non basta!” rispose il Genio del Bene.
”Non ho altro. Ma posso darti anche le mie prossime vite, se ci saranno. Prendine quante ne vuoi, ma aiutami a trovare il modo per liberare i miei fratellini dal loro crudele destino di morte!”
“Vedo che hai buon cuore e sei coraggioso. Accetto la tua proposta!” rispose il Genio del Bene.
Improvvisamente, il pulcino si trasformò in una bellissima ragazza.
.
§ § §
.
“What are you willing to pay in exchange for the information?” asked the Genie of Goodness.
“Any price whatsoever!”
“But you have nothing. What on earth can you give me?”
“I can give you my life!” answered Lastey.
“Your life is not enough!” replied the Genie of Goodness.
”I have nothing else. But I can also give you my future lives, if there are any. Take as many of them as you like but help me to find the way to free my brothers from their cruel destiny of death!”
“I can see that you have a good heart and that you are very courageous. I accept your proposal!” replied the Genie of Goodness.
Suddenly, the chick transformed into a beautiful girl.
.
La trasformazione
L'amore può compiere miracoli
The transformation
Love can make miracles.
.
“Che sogno incredibile!” disse Suneeta, stropicciandosi gli occhi e mettendosi a sedere sul letto.
§ § §
“What an amazing dream!” said Suneeta, wiping her eyes and sitting up on her bed.
“Che c'è?” chiese la mamma, mentre accendeva il lume a petrolio.
§ § §
“What is it?” her mother asked while she lit the petrol lamp.
“Ho fatto un sogno davvero strano!” disse. E lo raccontò ai fratellini.
§ § §
“I had a really strange dream!” she said. And she told the other brothers and sisters.
“Anche noi abbiamo fatto un sogno strano!” dissero in coro i suoi cinque fratellini.
“Anch'io ho sognato di essere un pulcino!” disse il più piccolo dei fratelli. “Anch'io!”, “Anch'io!” seguirono tutti gli altri.
§ § §
“I also had a strange dream!” all the other brothers said in unison.
“I also dreamed I was a chick!” said the youngest of the brothers. “Me too!” “Me too!” all the others repeated.
![]()
La mamma sorrideva, ma aveva anche lei un segreto da raccontare:
”Io ho sognato di essere la chioccia!” disse, abbracciando i figli. Tutti cominciarono a ridere, credendo stesse scherzando. Improvvisamente, qualcuno bussò alla porta. Suneeta andò ad aprire.“Chi può essere quest'ora del mattino?” chiese la mamma. Infatti era buio e mancava un'ora all'alba.
”È un Vecchio che chiede se possiamo farlo entrare e offrirgli qualcosa da mangiare!”“Gli ospiti sono sacri. Fallo entrare e prepara l'acqua per il tè” disse la mamma.
§ § §
The mother smiled and yet she had a secret to tell them. ”I dreamed I was a broody hen!” she said while she held her arms around her children. They all broke out laughing thinking she was pulling their leg. Suddenly, someone knocked on the door. Suneeta went to open it.
“Who can it be at this time of the night?” wondered the mother. In fact, it was still dark and there was still one hour to go before dawn.
”It's an old man who wants us to let him in and offer him something to eat!”
“Guests are dear to us. Ask him in and start the water for the tea” said the mother.
Il vecchio si sedette, mentre i fratelli di Suneeta cercavano di rendersi utili pulendo il tavolo, offrendo acqua fresca e pulita da bere e zucchero, com'è nella tradizione delle famiglie indiane.
Suneeta continuava ad osservare attentamente il Vecchio. E si domandava:”Dove l'ho visto?”
Il Vecchio non parlava. Consumò la colazione preparata dalla mamma di Suneeta e poi si alzò per andarsene .
§ § §
The old man sat down while Suneeta's brothers made themselves useful by wiping the table and offering cool clean water for drinking with some sugar according to the tradition of Indian families.
Suneeta kept on watching the old man carefully. And she kept asking herself, "Where have I seen him?”
The old man said nothing. He drank the beverage that Suneeta's mother had prepared for him and then he got up to leave.
Arrivato alla porta, si girò e, rivolto a Suneeta, disse: “Ti sei dimenticata la domanda!” Suneeta era davvero confusa. Non sapeva più distinguere tra la realtà dal sogno. “Ma è una domanda sciocca! Non esiste il Paese dell'immortalita ”!”disse quasi tra sè.
“Davvero?” chiese il Vecchio, ammiccando. “Solo le cose e le persone che nascono devono, prima o poi, morire. Ma se una cosa non è mai nata, non può neanche morire!”
“Allora devo cercare il Paese mai nato!” disse Suneeta.
.
§ § §
Once at the door, he turned around and said to Suneeta, "You've forgotten your request!”
Suneeta was really confused. She could no longer tell the difference between reality and the dream.
“It was actually a silly question! The Kingdom of Everlasting Life doesn't exist!” she said in a low voice almost to herself.
“Really?” asked the old Man winking one eye. “Only those things and people who are born must die sooner or later. But if something has never been born, it cannot die!”
“Therefore I have to search for the Kingdom which has never been born!” said Suneeta.
§ § §
.
Il Paese che non c'è
… ma si può trovare nella mente di chi lo pensa
The Non-existent Land
… but you can find it in the mind of whoever is thinking of it.
.
“Buona idea!” disse il Vecchio, rimettendosi a sedere accanto al fuoco.
“ Cerca il Paese Vuoto . Ma credo farai molta fatica a trovare qualcosa che non è mai nata, come il Paese che non c'è ! Forse potresti cercare il Paese che pensi ci sia, ma in realtà non è mai esistito!” precisò il Vecchio.
I fratelli ascoltavano attentamente.
§ § §
“Good point!” said the Old Man while he went back to sit by the fire.
“Search for the Empty Land . However, I think you'll find it quite difficult to find something which has never existed like the Non-existent Land ! Perhaps you can find the Land which you think exists but has never existed!” explained the Old Man.
The other brothers and sisters were listening very carefully.
”Che cosa vuol dire cercare il Paese che si pensa ci sia, ma in realtà non è mai esistito?” chiesero.
“Vuol dire cercare qualcosa che è nato soltanto grazie alla danza della nostra mente!” spiegò il Vecchio.
”Danza della mente?” chiesere i fratellini.
§ § §
”What do you mean by the ´country which you think exists but has never existed´?" they asked.
“It means to search for something which exists only as a result of the motion of our own mind!” explained the Old Man.
"The motion of our own mind?" asked the brethren.
“Oh, non lo sapevate? La nostra mente è una ballerina instancabile. Ogni istante danza, danza, danza… E con la danza, crea mille forme. Ogni forma, un pensiero, oppure un'immagine…” spiegò il Vecchio, prendendo dal fuoco un tizzone e muovendolo in aria, imitando le piroette della Mente ballerina.
§ § §
“Oh, didn't you know? Our mind is a like a never-tiring dancer. It never ceases to dance, every minute, crating thousands of forms. Each shape is a thought or an image…” explained the Old Man while taking a coal from the fire and moving it in the air as if it were doing the pirouettes of the dancing Mind.
![]()
“Ho capito! È come se pensassi – o meglio - danzassi …cento monete d'oro e mi mettessi a cercarle disperatamente per tutta la casa. Il risultato sarà una grande delusione.” disse Suneeta.
“Perchè la delusione?” chiese il Vecchio.
“Perchè non riuscirò mai a trovare quelle monete nella mia casa!”
“Appunto. La tua ricerca non avrà buon esito finchè continuerai a cercare nel posto sbagliato!”
“Dove avrei dovuto cercare quelle monete?” chiese Suneeta.
“Nel posto dove sono state create!” rispose il Vecchio.
I fratelli cominciarono a ridere. Avevano capito: “Suneeta aveva creato, anzi, danzato cento monete d'oro con la sua mente e nella sua mente avrebbe dovuto cercarle!” dissero.
§ § §
“Now I understand! It's as if I thought (or danced) of hundreds of gold coins and I started to look for them desperately all over the house. In the end, I will be very disappointed,” said Suneeta.
“Why would you be disappointed?” asked the Old Man.
“Because I will never be able to find those coins in my house!”
“Exactly. Your search will not be fruitful if you continue to look in the wrong place!”
“Where should I have looked for the coins?” asked Suneeta.
“In the same place where they were created!" answered the Old Man.
The brethren all started laughing. They had understood.
“Suneeta had created - actually he had made them dance - hundreds of gold coins in his own mind and it was there that she should have looked for them!” he said.
“Tutto l'Universo nasce (e muore) come le cento monete di Suneeta. Tutto cio' che vediamo nell'Universo e' il risultato della danza dell'energia. I fenomeni sono apparenze, come i riflessi in uno specchio. Noi li vediamo fuori e crediamo che esistano indipendentemente da noi. Ma non e' cosi' .
§ § §
“The whole Universe is created (and also dies) in the same manner as Suneeta's coins. Everything we perceive is the result of the dancing energy . Phenomena are appearances like the reflections on the mirror. We see the reflections as external object, and we believe that they exist outside, independently from ourselves. But this is not true.
Tutto e' in relazione alla nostra mente, la quale crea il mondo delle diecimila cose e poi lo proietta all'esterno, incapace di riconoscerlo come una propria creatura. E' quanto accade nel sogno: la coscienza di sogno crea sia il sognatore che le persone e cose sognate. Ma nel sogno, soggetto e oggetto sono vissuti come separati e indipendenti. Soltanto quando ci svegliamo, ci rendiamo conto che tutte le cose e persone sognate – compreso il sognatore – altro non erano che il risultato del gioco della nostra mente di sogno, che danzava durante la notte. Ricordati – spiego' serio il Vecchio – la tua coscienza da sveglia non e' sostanzialmente diversa da quella del sogno. Come le onde sono prodotte dalla danza dell'acqua, cosi' i pensieri, le immagini e i ricordi sono causati dalla mente che si agita. Dopo aver creato i pensieri, i suoni, le immagini, i colori, i sapori…la tua mente-sveglia non riconosce le sue creature e le proietta all'esterno, scambiandole per “fenomeni esterni”, indipendenti da se stessa.
§ § §
Everything is related to our mind. The mind is the creator of the world of ten thousand things (Tao) , then she projects it outside and she is unable to recognize it as her own creature.
This is what happens when we dream: the dreaming consciousness creates the dreamer and what is dreamt (Subject and object). But, in the dream, subject and object are experienced as separated and independent entities. Only when we wake up, we realize that everything we dreamt (persons and things) was nothing but the play of our dreaming-mind, that was dancing during the night. You should remember: now that we are not sleeping, your consciousness is not ultimately different from the dreaming-consciousness. As the waves are created by the dancing water, in the same way the thoughts, the images, the remembering are caused by the agitation of the mind. After creating, the sounds, the images, the colors…and all the qualities, your awaken-mind does not recognize her own creatures. For this reason, she projects them outside, then she wrongly perceives them as external phenomena, independent from herself.
Ripeto: la danza della mente produce delle forme che vengono proiettate all'esterno e, quindi, scambiate per oggetti veri. In realtà, si tratta solo di illusioni.
§ § §
I repeat: the dancing mind produces forms. These forms are projected outside, and then they are wrongly perceived as real objects. Actually, they are merely illusions.
.
Ogni essere danza a modo suo e, quindi, crea il proprio mondo. Possiamo anche dire che ognuno di noi colora il mondo secondo l'umore della propria mente. Felicita' e sofferenza dipendono da questo umore…mentale. Molti cercano la felicita' all'esterno. E' facile capire che non potranno mai trovarla. Per questo si dice che il mondo esterno e' un'illusione.
§ § §
Every sentient being has his particular way of dancing. In this way, we create our own world. We, also, could say that each of us paints the world according the mood of our mind. Happiness and unhappiness depend on this mental… mood. Many people are looking in the external world for their happiness. It's easy to understand that they will never find it. For this reason, we talk about the external world as an illusion.
Tutto ciò che appare nella nostra mente non è nient'altro che il risultato di questa illusione. Questa illusione ha la stessa consistenza dei riflessi prodotti da questo specchio!” spiegò il Vecchio, mostrando uno specchio d'oro.
“Lo Specchio!” esclamò Suneeta. “Allora tu… tu… sei il Vecchio Coniglio selvatico!”
“E tu eri il pulcino cieco che sacrificò la sua vita per salvare i suoi fratelli! Questo pensiero positivo ha trasformato te e tutta la tua famiglia in esseri umani. Se volete, potete liberarvi definitivamente dalla nascita e dalla morte” disse il Vecchio.
§ § §
Everything that appears in our mind is nothing but the result of this illusion. This illusion has the same consistency of the reflections caused by this mirror” explained the Old Man, showing a golden mirror.
“The mirror!” cried Suneeta. “So, you are…you are…the old Forest Rabbit!”
“And you are the blind chick who sacrificed his life in order to save the life of his brothers and sisters! It was that positive thought which transformed you and your whole family into human beings. Now you can liberate yourselves, if you wish, permanently from birth and death” said the Old Man.
![]()
”Ora conosci la risposta. Sai dove cercare il mitico reame: nella mente al di la' delle forme e delle poiezioni, dove non c'è nascita e, quindi, non c'è morte. La danza della mente non produce nulla. Non nasce niente dal movimento di una ballerina, a parte una illusione di forme. Così come non nasce nulla dallo specchio, a parte i riflessi che danno vita a immagini e forme di diversi colori.
§ § §
”Now you know the answer. You know where to look for the mythical kingdom: within your own deep mind, where neither death nor birth exist. The movement of the mind doesn't produce anything. Nothing arises from the movement of a ballerina except for the illusion of the forms. Likewise, nothing arises from the mirror except for the reflections which give life to the images and shapes of different colors.
Se noi scambiamo quelle forme per oggetti o persone vere e li cerchiamo al di fuori di noi (come le cento monete d'oro di Suneeta), allora nascono i problemi, perchè quelle cose e persone esistono ma solo come una illusione. Ed è quella illusione che nasce e muore!”
§ § §
If we exchange those shapes for real objects or people – independently of the mirror – and look for them outside of ourselves (like the hundreds of coins Suneeta thought of), then we are in for trouble because those people and those things exist but only as an illusion. Furthermore, it's precisely that illusion which is born and dies!”
![]()
Mamma e fratelli ascoltarono le parole del Vecchio. Non avevano capito tutta la spiegazione, ma intuivano che il Vecchio aveva dato loro un prezioso tesoro: aveva indicato la via per l'immortalità.
§ § §
The Mother and the brothers and sisters were listening to the words the Old Man said. They hadn't understood quite everything but they intuited that the Old Man had given them a most precious treasure. He had pointed out the way towards immortality'.
Improvvisamente, la lampada si spense. Si fece buio nella stanza.
“È finito il petrolio!” disse la mamma.
Quando riaccese la lampada, grande fu la sorpresa nel vedere che il Vecchio non c'era più.
“Forse stiamo ancora sognando!” disse Suneeta, confusa.
“No, non era un sogno!' disse il più piccolo dei fratelli. “Il Vecchio ha lasciato sul tavolo qualcosa…”
“Lo Specchio d'oro!” eclamò Suneeta, commossa.
§ § §
Suddenly, the lamp went out and darkness appeared in the room.
“What's going on?” asked the little ones.
“It's nothing. There's no more fuel!” said the Mother while looking for a candle.
When she lit it, she realized that the Old Man had disappeared but he had left behind the gold mirror lying on the table.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Temi trattati nella storia Il Pulcino cieco
1. Nascita
L'insegnante potrebbe approfittare della storia per discutere sul mistero del concepimento e della nascita. L'uovo per dar vita al pulcino deve essere fecondato. Qualcosa di simile accade per la nascita dei bambini. Un bambino, però, è più fortunato di un pulcino, a meno che non nasca in un Paese poverissimo, dove la mortalità infantile è molto alta e dove ci sono carestie e guerre. Una domanda: perchè uno nasce in una famiglia ricca e benestante e un altro muore di fame e di malattie appena nato? Perchè uno nasce sano e altri con difetti fisici o mentali? Quale la causa? Il destino? La volontà di qualche Divinità? Il caso? Altre domande per la discussione e la riflessione: Perchè la nascita come animale? Come si nasce? È vero che la nascita è un trauma che ci portiamo dentro fino alla morte? Gli studenti dovrebbero sapere che, secondo alcuni ricercatori, (Groff) le psicosi più difficili da curare sono quelle causate dal trauma della nascita. Si dice che il pianto dei bambino appena nato non sia un grido di gioia, ma di paura, di dolore… Quindi, la nascita non è un evento piacevole nè per la mamma (sofferenze del parto) nè per il neonato.
2. Sofferenza
Associato alla nascita è il dolore, come abbiamo visto. È vero che la vita umana è un'alternanza di momenti felici e di dispiaceri, dolori, tensioni, sofferenze? Secondo alcuni filosofi, la vita sarebbe soprattutto caratterizzata dal dolore come sosteneva Schopenhauer? (1)
.
Note (1)
He was the first to speak of the suffering of the world, which visibly and glaringly surrounds us, and of confusion, passion, evil -- all those things which the [other philosophers] hardly seemed to notice and always tried to resolve into all-embracing harmony and comprehensiblility. Here at last was a philosopher who had the courage to see that all was not for the best in the fundaments of the universe. [ Memories, Dreams, Reflections , Vintage Books, 1961, p. 69]
Secondo la Genesi, il peccato dei progenitori avrebbe trasformato l'Eden in una Valle di lacrime (l'uomo deve procurarsi il cibo con il sudore della fronte, mentre la donna partorisce nel dolore). Molti miti delle origini associano il dolore alla rottura dell'Unità Primordiale (separazione Cielo e Terra, la Creazione…). Quando l'Uno viene diviso in due, si ha l'inizio della sofferenza e l'aspirazione da parte degli esseri e di tutto il creato a ripristinare lo stato di quiete e unità originaria.
È vero che la gioia non è nient'altro che l'assenza di dolore come sostengono il poeta Leopardi e i filosofi epicurei ? Per Epicuro il bene è, innanzitutto, l'assenza nel male, la felicità è l'assenza del dolore: per raggiungere la pienezza del piacere occorre raggiungere l' aponia (=assenza del dolore fisico) e l' atarassia (=assenza del dolore spirituale).
Proponete agli studenti di commentare la definitzione di felicità di un mistico orientale, il Dalai Lama:
La Felicità, osserva il leader spirituale del Buddismo tibetano, è l'aspirazione suprema di ogni essere umano. Però il suo raggiungimento ha percorsi diversi a seconda della cultura in cui si vive. Per gli occidentali ha molte facce: può rappresentare il benessere economico, la salute del corpo, la ricchezza, l'amore della persona desiderata.
Per il leader religioso invece la felicità è l'assenza del dolore, il raggiungimento di una contentezza interiore che elargisce pace e serenità. Ma come si raggiunge lo stato di grazia? Come si ottiene la percezione di compiutezza della propria esistenza? Basta sapersi calare nella profondità del proprio essere spirituale. ( I consigli del cuore del Dalai Lama Mondadori Saggistica pp. 192 Prezzo: 14,40 euro)
E' importante stimolare le riflessioni sul tema della sofferenza non solo degli esseri umani, ma anche degli animali, delle piante, di tutto l'Universo. Pochi hanno consapevolezza che anche gli animali soffrono e cercano il benessere come gli esseri umani.
L'insegnante troverà molti esempi per sostenere questa verità: basta invitare gli studenti ad osservare attentamente gli animali domestici: il cane, il gatto, gli uccellini in gabbia…
I cani, i gatti manifestano emozioni di rabbia, gelosia proprio come gli esseri umani. Ma sono capaci anche di atti di eroismo (I delfini salvano la vita a chi sta per annegare, il cane si butta tra le fiamme per salvare il suo padrone, oppure muore per il dispiacere di averlo perso…). È utile proporre agli studenti alcune citazioni.
La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui vengono trattati gli animali. M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948) Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana. - Albert Einstein Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto... - Leonardo da Vinci Il problema degli animali non è "Possono ragionare?”, nè "Possono parlare?", ma "Possono soffrire?". Jeremy BenthamL'errore più grande che l'adulto possa compiere nei confronti dei bambini è limitare la loro sfera d'amore al solo essere umano. Abituando i bambini a non dare valore ad ogni forma di vita, a non curarsi della sofferenza e della morte degli altri esseri viventi, in essi non si sviluppa la sfera del sentimento, dell'amore, della condivisione e il loro animo resta incapace di rispetto, insensibile, egoista anche verso le necessità degli altri esseri umani.
- La realizzazione di un mondo migliore è possibile solo se migliore sarà la coscienza di coloro che lo compongono. Il male si alimenta non dalla violenza dei pochi, ma dalla tiepidezza dei molti. - Franco Libero Manca
- Finchè l'uomo ucciderà anche il più piccolo animale, non ci sarà pace sulla Terra. .- Pitagora
3. Soggettività delle percezioni, rappresentazioni, dei vissuti e delle emozioni (Problema epistemologico e ontologico)
Il disegno illustra un esempio classico di una percezione errata: una corda scambiata per un serpente. Una conoscenza errata causa una catena di errori che coinvolgono i nostri pensieri, le emozioni e le azioni. È importante, quindi, affrontare il problema ontologico per verificare se la nostra conoscenza del mondo è oggettiva (cioè capace di vederlo così come è ) oppure soggettiva, deformata dai nostri riflessi, pensieri, paure, passioni, pregiudizi, credi, religioni… L'esempio della corda, come si può vedere nella vignetta, si conclude positivamente: l'ignoranza (falsa percezione della realtà) viene eliminata, grazie alla verifica, al dubbio ( “Forse quello che conosco non è la verità!”). La paura svanisce in un istante! Il Progetto Alice invita gli studenti ad applicare lo stesso metodo della verifica e del dubbio a tutte le conoscenze immagazzinate nella loro memoria sulle quaili hanno costruito le “certezze” e i “valori” della loro esistenza. Forse scopriranno di aver scambiato molte corde per serpenti e di aver sprecato montagne di energia in emozioni e azioni non adeguate alla realtà dei fatti.
Scrive il prof. Piergiorgio Odifreddi, Classical Recursion Theory, North Holland , 1989:
“ L'ipotesi che le percezioni colleghino oggetti percepiti a soggetti percepenti fu il punto di partenza per l'indagine filosofica greca del mondo. Il primo problema che si pose fu determinare di quale natura sia tale collegamento.
Le risposte possibili sono molteplici. In sintesi, si può credere che le percezioni sensoriali siano:
sempre corrette (Scuola ionica-naturalista; Eraclito, Protagora).
sempre errate (Platone: Mito della Caverna )
a volte corrette e a volte errate. (Aristotele: le percezioni sono dati da elaborare e la conoscenza viene raggiunta mediante un processo che fa intervenire sia i sensi che la ragione).
Il pensiero Greco non arrivò mai a concepire la sola posizione che permette di formulare il dubbio ontologico sull'esistenza della realtà: il porre cioè la coscienza come soggetto che è (almeno come possibilità) indipendente dal mondo. Questo posizione fu invece congeniale al pensiero indiano, nella cui storia la negazione del mondo è la tendenza dominante. Una volta introdotto un potenziale dualismo fra coscienza (interna) e mondo (esterno), si presentano tre soluzioni possibili al problema ontologico:
1. entrambi (coscienza-mondo esterno) esistono (Scuola Indiana Samkhya)
2. solo la coscienza esiste (monismo idealista-Upanishad, Vedanta - Shankara)
3. tutto esiste in dipendenza della mente ( Teoria del Vuoto della Scuola Madhyamika)
Sahnkara: Nei sogni la mente soltanto crea il mondo. La stessa cosa avviene nello stato di veglia: non c'è differenza. Come spiegare questa affermazione? La mitologia Indiana offre una splendida immagine per rendere comprensibile questo concetto: il Dio Shiva danza e crea il mondo.
Shiva Nataraja (la Mente Primordiale, Paramejvara ) crea il mondo danzando. I fenomeni sono, quindi, forme vuote, apparenze risultanti dal movimento. Se ci aggrappiamo a qualcuna di quelle forme, sperimenteremo, ovviamente, frustrazione e nevrosi per diverse ragioni:
non sono veramente esistenti
sono come illusioni
mutano continuamente ( sofferenza per la perdita degli oggetti e persone verso cui proviamo attaccamento)
l'attenzione alle forme-vuote fa perdere di vista ci ò che sta oltre il movimento (Oceano, Mente Pura…)
Il Mito di Shiva danzante aiuta gli studenti a comprendere la natura divina del mondo, che è nascosta in tutti i fenomeni, come il diamante nel carbone. C'è, quindi, qualcosa di meraviglioso in ognuno di noi, anche nell'essere peggiore. Nella Bibbia troviamo espresso questa verità: Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza.
È facile comprendere che Shiva, in realtà, rappresenta la nostra Mente Primordiale, che si muove, agita, pensa.
Sarà proprio questo movimento della mente a causare la nascita delle forme-pensiero-vuote che la persone comuni vedono come esistenti-là fuori, indipendenti dalla stessa mente (dualismo). Questo è il grande errore che ci lega al mondo illusorio delle forme : non riuscire a riconoscere il gioco della nostra mente che proietta le proprie creazioni sul...mondo esterno.
Sahnkara dice : Nei sogni la mente soltanto crea il mondo. La stessa cosa avviene nello stato di veglia: non c'è differenza. Che cosa vuol dire? Discutiamone con gli studenti. Sono d'accordo? Perchè? La chiave per comprendere l'affermazione del filosofo indiano è la soggettività delle percezioni. Le sensazioni, gli stimoli esterni (suoni, odori, sapori…) vengono filtrati dalla nostra memoria che li colora e trasforma sotto l'influenza dei nostri ricordi, della nostra cultura, religione, esperienza di vita, pregiudizi, credo politico, casta, gruppo sociale di appartenenza… Alla fine, che cosa resta del messaggio originario? Noi crediamo di vedere dei fenomeni esterni, in realtà vediamo solo la nostra proiezione, che è ben lontana dal vero modo di esistenza di quel fenomeno. Così si dice che noi siamo i creatori del nostro mondo.
.
4. Il meccanismo della proiezione (si pensa che ciò che percepiamo e sentiamo esista veramente al di fuori di noi).
“Proiezione significa lo spostamento all'esterno di un processo soggettivo in un oggetto (questo in contrapposizione all'introiezione, vedi questa voce). La proiezione è, perciò, un processo di dissimilazione, in quanto un contenuto soggettivo viene estraniato dal soggetto e in un certo senso incorporato nell'oggetto. Può trattarsi tanto di contenuti sgradevoli, non compatibili, di cui il soggetto si libera mediante proiezione, quanto di valori positivi che, per una ragione qualsiasi, per esempi,o in conseguenza di una sottovalutazione di sé, sono irraggiungibili per il soggetto” (Jung)
Il disegno raffigura il meccanismo della proiezione: la ragazza ha costruito un'immagine del ragazzo che le sta di fronte. In questo caso, si tratta di una immagine negativa, dovuta a precedenti esperienze non necessariamente legate al comportamento del ragazzo.
![]()
Bello o brutto, il mondo è come noi lo creiamo!
Una volta costruita questa immagine, avviene la proiezione, cioè l'estrisencazione del vissuto che è proiettato - inconsapevolmente - sull'altro.
Nell'ambito delle modalità di organizzazione dell'ansia, i meccanismi di difesa occupano un posto di grande importanza. In particolare, il meccanismo della proiezione. Di che si tratta?
“Attribuire a qualcosa o a qualcuno un contenuto inconscio. È un contenuto cosciente rimosso e proiettato in un altro oggetto, persona o situazione. Attribuzione di una nostra qualità a qualcun altro: ad esempio se mia moglie era un angelo prima del matrimonio e dopo un anno non lo è più, significa che questa è stata una mia proiezione. Noi proiettiamo in continuazione ma non ce ne rendiamo conto, ed interpretarlo può farci del male. Le proiezioni derivano da qualcosa che è stato cosciente.
Consideriamo ad esempio il nero : su di esso proiettiamo tutto quello che pensiamo, la notte che fa paura, il buio, le tenebre, ecc.
Esiste comunemente la capacità di riconoscere le proprie proiezioni ad un determinato momento della vita: anche per una persona senza conoscenze psicologiche. Nel soggetto sano c'è la possibilità di integrare le proiezioni e riconoscere quello che è estraneo a sé stesso, (è un meccanismo proiettivo di apprendimento, senza proiezione non ci sarebbe l'apprendimento). Le persone con minore capacità proiettano maggiormente. Ad esempio i bambini assicurano che la maestra sa tutto; noi lo facciamo, ad esempio, con l'insegnante, al quale attribuiamo la conoscenza; è ovviamente una proiezione che verrà meno quando avremo assimilato e compreso non più in una visione scolastica, ma professionale, la materia stessa.
Il soggetto nevrotico non integra le proiezioni, si difende molto da questo, come qualcosa di incompatibile con la sua coscienza.
Lo psicotico ha una mancanza di capacità d'integrazione delle proiezioni e, se lo facesse, questo lo scinderebbe, spaccandolo: lo psicotico interpreta ed allora delira .
( http://www.geocities.com/fabiopeloso/nevrosi.htm ) (2)
Una volta costruita questa immagine, avviene la proiezione, cioè l'estrisencazione del vissuto che è proiettato - inconsapevolmente - sull'altro.
Nell'ambito delle modalità di organizzazione dell'ansia, i meccanismi di difesa occupano un posto di grande importanza. In particolare, il meccanismo della proiezione. Di che si tratta?
“Attribuire a qualcosa o a qualcuno un contenuto inconscio. È un contenuto cosciente rimosso e proiettato in un altro oggetto, persona o situazione. Attribuzione di una nostra qualità a qualcun altro: ad esempio se mia moglie era un angelo prima del matrimonio e dopo un anno non lo è più, significa che questa è stata una mia proiezione. Noi proiettiamo in continuazione ma non ce ne rendiamo conto, ed interpretarlo può farci del male. Le proiezioni derivano da qualcosa che è stato cosciente.
Consideriamo ad esempio il nero : su di esso proiettiamo tutto quello che pensiamo, la notte che fa paura, il buio, le tenebre, ecc.
Esiste comunemente la capacità di riconoscere le proprie proiezioni ad un determinato momento della vita: anche per una persona senza conoscenze psicologiche. Nel soggetto sano c'è la possibilità di integrare le proiezioni e riconoscere quello che è estraneo a sé stesso, (è un meccanismo proiettivo di apprendimento, senza proiezione non ci sarebbe l'apprendimento). Le persone con minore capacità proiettano maggiormente. Ad esempio i bambini assicurano che la maestra sa tutto; noi lo facciamo, ad esempio, con l'insegnante, al quale attribuiamo la conoscenza; è ovviamente una proiezione che verrà meno quando avremo assimilato e compreso non più in una visione scolastica, ma professionale, la materia stessa.
Il soggetto nevrotico non integra le proiezioni, si difende molto da questo, come qualcosa di incompatibile con la sua coscienza.
Lo psicotico ha una mancanza di capacità d'integrazione delle proiezioni e, se lo facesse, questo lo scinderebbe, spaccandolo: lo psicotico interpreta ed allora delira .
( http://www.geocities.com/fabiopeloso/nevrosi.htm ) (2)
Nota (2)
“ M.L.Von Franz ha scritto un libro sulla proiezione, è stato tradotto in francese ma è ormai introvabile; in questo libro lei distingue cinque fasi del cosiddetto ritiro della proiezione e per farlo racconta una storia, che aveva sentito da Jung, di un soldato nigeriano che si trovava in servizio militare ed era accampato. Di tanto in tanto di notte usciva, attraversava il campo, si arrampicava sulle barricate e scompariva nel bosco, infine tornava. Questa cosa avvenne diverse volte finché non lo arrestarono e processarono. Lui confessò che c'era un albero nella foresta che lo chiamava con il suo nome e lui era costretto ad andarci. La von Franz porta questo esempio come situazione di identità parziale, nel senso che è l'albero stesso, in quanto tale, che ha dentro di sé qualcosa che chiama il soldato. La fase successiva in cui si sviluppa il ritiro della proiezione potrebbe essere rappresentata - secondo lei – dal fatto che il soldato arrivi a riconoscere uno spirito nell'albero; non sarebbe dunque l'albero che chiama, ma lo spirito che abita l'albero, in questo caso ci sarebbe già un principio di distinzione; la fase ancora successiva che secondo me potrebbe anche essere precedente, è il momento in cui si inizia a percepire se questo spirito che chiama è buono o cattivo, questo è importante perché il soggetto comincia a distinguere sul piano dell'azione. La quarta fase è quella che noi conosciamo meglio ed è quella della razionalizzazione in cui noi riconosciamo che la voce che ci chiama è una nostra immagine interna che proiettiamo sull'albero; questa fase è portatrice, almeno apparentemente, di una soluzione della proiezione, è una fase molto delicata perché quasi sempre è accompagnata da una situazione depressiva, lo si vede per esempio nella fiaba della Bella e la Bestia, nel momento in cui la Bestia non è più bestia ma si trasforma in un principe, paradossalmente in quel momento c'è una crisi nel lettore che si era affezionato alla bestia (...) che aveva un potenziale di sviluppo, di possibilità che, una volta trasformato in principe, perde. C'è quindi una sottile depressione legata al fatto che c'è una caduta nell'inconscio del contenuto proiettato, che però ha una sua realtà, un intrinseco valore, una sua vita, se noi semplicemente lo riteniamo non reale, ma semplicemente una proiezione, questo cade nell'inconscio e produce una depressione. A questo punto per la von Franz c'è una quinta fase che è quella di recuperare questo contenuto proiettato e di riconoscerne il valore intrinseco, di conferire realtà al dato psichico, questa é una cosa tremendamente distante dalla nostra modalità culturale media per cui di solito quello che è psichico non è reale; quindi dobbiamo proprio fare una piccola rivoluzione di paradigma e pensare che la psiche è reale. Secondo la von Franz l'elaborazione del contenuto proiettato come realtà psichica, è fondamentale per riconquistare quella energia che aveva preso avvio proprio nel fenomeno proiettivo. Ci si riappropria di un contenuto con il quale si aveva già una relazione, ma proiettata e si evita in tal modo che questo ricada nell'inconscio.” (http://www.yannballestra.com/Ribola2/page2.htm)
Scrive Christian Wisener, motivational speaker, su “Sunday Times of India, April 4, 2004 ): “Know that the world out there reflects your reality in here. The people you react to most strongly, whether with love or hate, are projections of your inner world. What you most hate is what you most deny in yourself. What you most love is what you most wish for yourself”
5. Concetto di normalità.
A titolo di orientamento, proponiamo agli insegnanti questa citazione:
“Come possiamo definire la normalità, la patologia e la devianza, come riconoscerla ed analizzarla? Emile Durkheim in Le regole del metodo sociologico ci ricorda che la normalità, che lui associa alla morale comune, è la media dei comportamenti: ciò che è normale è tale per un tipo sociale determinato, in un dato momento e in un determinato luogo (Durkheim lo considera anche un valore morale); il tipo normale è quello già realizzato e dato dai fatti del passato. Al contrario ciò che mette in discussione l'ordine sociale e i valori dominanti della media della popolazione è considerato patologico per quella società in quel momento, in relazione al grado di sviluppo raggiunto. Si deduce così che sia il normale sia il patologico sono concetti relativi, connessi con il tempo e con l'evoluzione di una particolare società. I mutamenti sociali implicano un cambiamento dei valori dominanti, anche all'interno della stessa élite, che modificano le condizioni dell'esistenza collettiva. Ciò che oggi è patologico per l'ordine sociale può essere necessario per l'evoluzione successiva dello stesso ordine sociale.
(Tratto da: Le strategie del controllo sociale tra normalità, patologia, devianza e coercizione, P. Arienti, dicembre 2001
6. La maggioranza, la democrazia e la verità.
Grande è la verita, ma ancora più grande,da un punto di vista pratico, è il silenzio sulla verità . (Aldous Huxley)
Non diciamo mai la verità perché, in fondo, non la conosciamo. Gervaso, Roberto Il grillo parlante, Bompiani, Milano, 1983, p. 214.
La verità che ha bisogno di prove è solo mezza verità.
Gibran, Kahalil Massime spirituali, Newton Compton, 1993, p. 26.
Spesso si sente dire: scelte democratiche , perchè basate sul parere e il consenso della maggioranza. È sottesa l'idea che la Verità stia dalla parte dei più e che queste scelte siano giuste appunto perchè espressione della maggioranza. “Nessuna democrazia si propone di definire la Verità: tanto meno permette che una maggioranza possa stabilire o censurare una Verità , sia essa filosofica, artistica, scientifica, politica, o religiosa. È pur vero che la democrazia esige che le decisioni siano prese a maggioranza , ma solo per produrre leggi, indirizzi politici o controlli, che hanno come fine il bene comune e la pace sociale, non la Verità . La democrazia, anche attraverso il meccanismo del voto o del referendum, protegge la ricerca e il rispetto della Verità, o meglio delle Verità, ma non le legittima, né le regolamenta.
2. In nessuna democrazia la maggioranza può generare Verità , ma unicamente regolamenti privi di un valore ultimativo, tendenti a comporre gli interessi in modo ragionevole e giusto. Solo i regimi monarchico-autoritario-assolutistici definiscono la Verità e vincolano i sudditi o fedeli a riconoscerla attraverso meccanismi violenti. Citazione tratta da: Documento di " Noi Siamo Chiesa " 20 Novembre 1998)
Perché Socrate fu condannato a morte? A 2400 anni di distanza c'è ancora chi se lo chiede. Gli uomini, per vivere, hanno bisogno di certezze, e quando non ci sono, c'è sempre chi se le inventa per il bene comune. Ideologi, profeti, astrologi, chi in buona fede, che solo per interesse, sfornano di continuo verità con cui lenire le angosce della società. Se poi arriva un uomo a sostenere che non c'è nessuno che sa veramente qualcosa, ecco che quest'uomo diventa il nemico pubblico numero uno dei politici e dei sacerdoti. Quest'uomo deve morire! (L. De Crescenzo)
7. La morte.
Affrontiamo il tema tabù e rimosso. Facciamolo senza creare paura e ansia negli studenti. Nella storia il tema viene presentato in modo crudele, brusco, senza alcuna pietà. Così, infatti, muoiono gli animali nei Paesi dove si crede che non abbiano un'anima. Coniglio selvatico non usa mezzi termini. Non nasconde la verità del dolore e della morte: un destino che coinvolge tutti. C'è un modo per sfuggire a questo destino? È, appunto, la domanda dei pulcini. È anche la domanda dell'uomo fin dalla sua comparsa sulla Terra. Le risposte variano a seconda delle culture e delle religioni. Analizzeremo al punto 9 la risposta offerta dal Vecchio Saggio della storia.
8. La necessità di un Maestro realizzato (Il Vecchio Coniglio selvatico).
9. Esiste davvero il Mitico Reame dove il dolore è trasceso? Nascita e morte come risultato della mente dualistica. Mente Primordiale e Mente Ordinaria.
La Mente Primordiale viene paragonata ad un infinito Oceano senza alcun movimento …
La risposta relativa alla domanda se ci sia un rimedio contro il dolore esistenziale e la morte non è facile
Quella data nella storia riflette le credenze e la cultura degli studenti del Progetto Alice , che, come si sa, sono indiani. La morte è il risultato dell'ignoranza che frantuma l'unità creando - apparentemente - dei nuovi fenomeni. Facciamo un esempio classico (spesso riportato nei libri del Progetto Alice ).
Per la spiegazione si parte dall'affermazione di una mitica Realtà Primordiale (Uno, Chiara Luce, al di là del tempo e dello spazio, oltre i pensieri stessi). Questa Realtà Primordiale viene paragonata all'Oceano (Grande Mente).
Misteriosamente, la mente comincia a danzare; e noi siamo come degli ubriachi, vittime delle nostre allucinazioni. Infatti, il movimento “crea” l'illusione di forme (onde-fenomeni). Da sempre - dicono i miti - gli esseri sono ingannati da questo gioco di forme vuote e considerano queste apparenze come fenomeni esistenti veramente, indipendenti dalla mente stessa. Così, a causa di questa conoscenza errata (ignoranza circa il vero modo in cui questi fenomeni esistono), gli esseri si identificano con questo gioco della mente. In particolare, ci facciamo ingannare da un pensiero-onda particolare: Io sono.
Per ragioni misteriose, narrano i miti, questa Mente Primordiale si muove, o meglio, si agita. In parole semplici, comincia a pensare. Nella storia, verrà usato un altro verbo: la mente comincia a danzare. (Nel disegno: rappresentazione dello stato di quiete della mente)
![]()
Il movimento crea l'illusione dell'apparizione di nuovi fenomeni: l'Onda ( Io Onda ) si percepisce esistente separata dal resto dell'Oceano e dalle altre onde. Fuor di metafora, Io penso di esistere indipendentemente dagli altri esseri . Di qui, l'opposizione Io-altri.
.
L'Oceano (Grande Mente) danza e appaiono delle forme alle quali diamo il nome di onde . Ma queste onde sono vuote (illusioni), come le forme create dalle piroette di una ballerina , dirà il Vecchio della storia, oppure come i disegni in aria costruiti dal movimento di un tizzone ardente. Che cosa succede se quelle forme-vuote (Onde-pensieri) vengono considerate come veramente esistenti , come separate e indipendenti dalla Grande Mente? Nasce la Piccola Mente dell'Onda, cioè la mente che pensa: “Io sono!”.
Per questo, nel caso degli esseri viventi, questa Piccola Mente viene anche chiamata Mente dell'Io (o Mente ordinaria). È la mente che usano tutti i giorni le persone comuni ed è la causa di tutti i nostri problemi, perchè ci siamo identificati con essa. Praticamente, ci siamo identificati con la forma illusoria prodotta dalla danza della nostra Mente Originale (Pensiero dell'Io).
![]()
Mente non condizionata dall'agitazione (movimento dei pensieri)
La Mente Primordiale comincia a danzare (pensiero : Io sono!)
Nel libro “ Project Alice ”, Ed. Universal Education, Sarnath, questo concetto viene rappresentato con l'immagine di una corda ”rilassata” e “agitata” (in movimento). La corda rilassata rappresenta la Mente Originaria, mentre quella agitata la Piccola Mente.
La corda agitata si muove “creando” dei giochi di forme. Secondo i miti, fu proprio una di quelle forme che comincio' il mistero dell'esistenza dei fenomeni, perchè prese …coscienza di sè e pensò: “ Io sono !”, separandosi dall'intera corda. Così nacque la Mente ordinara : la mente che pensa di essere qualcosa che non c' è e non può essere trovato (come le onde del mare, i raggi del sole e i pensieri).
Chiedete agli studenti: “Notate il movimento della corda. Che cosa succederebbe se una di quelle forme-vuote (cerchio, triangolo…) create dal movimento pensasse: Io esisto , o peggio: Io sono la corda?
10. I pensieri sono funzionali ma non reali.
Le onde (come i pensieri) sono solo funzionali, ma non reali . Ad esempio, i termini destra e sinistra sono funzionali, ma non reali. Sono non veri. Sono utili, ma vuoti. Allo stesso modo, il pensiero dell'Io è funzionale, ma non reale. È utile, ma è vuoto e non vero !
Spieghiamo meglio: davanti all'immenso Oceano, può essere utile dire:
“Guarda quell'onda!”ma nessuno riuscirà mai a trovare veramente l'onda e…portarsela a casa! Così, nessuno potrà mai trovare un pensiero dell'Io indipendente dalla mente che lo danza! Il prof. Jacob Raz dice a questo proposito:
“Così è per tutti i termini che usiamo nella nostra vita: sono utili, ma vuoti. Mostratemi la destra! Non vi è destra, non vi è sinistra, ma è utile indicarle, utilizzare queste parole. Quando siamo attaccati alla illusione della solidità della destra e della sinistra, osservate che cosa succede in politica, si inizia ad ammazzarsi gli uni con gli altri…” (Relazione tenuta al Convegno Lo sviluppo delle potenzialità della mente nell'incontro Oriente e Occidente”, Pomaia - Italia, 2003).
Ken Wilber, nel suo capolavoro Lo spettro della coscienza, Ed. Crisalide, pag. 76, cita Benjamin Whorf, pioniere negli studi linguistici:
-Noi diciamo: Guarda quell'onda – allo stesso modo in cui dicamo: Guarda quella casa. Ma senza la proiezione del linguaggio, nessuno ha mai visto una sola onda. Vediamo una superficie in costante movimento ondulatorio. In alcune lingue è impossibile dire un'onda; da questo punto di vista esse sono più vicine alla realtà . Gli Hopi dicono walalata, “accade una serie di ondeggiamenti”, e possono richiamare l'attenzione in un punto particolare di quella serie, esattamente come noi.
Ma poichè un'onda isolata effettivamente non esiste, la forma che corrisponde al nostro singolare, wala, non è l'equivalente di “un'onda”, ma significa “improvviso movimento dell'acqua”, come quando un recipiente colmo di liquido viene urtato d'un tratto… [ Questo è un esempio del fatto che ] anche gli scienziati [ come tutti noi ] proiettano inconsapevolmente i modelli di un particolare linguaggio sull'universo e finiscono per VEDERLI in luogo del vero volto della natura.
(Per un approfondimento di questi importanti concetti, proponiamo, alla fine delle note, un'altra storia illustrata).
11. Ciò che non è reale non può realmente morire
Muore l'Onda. Ma, come abbiamo visto, l'onda non e' realmente esistente. E' solo il risultato dell'ignoranza. Passando dall'onda alla persona, diciamo che cio' che muore e' il pensiero di un Io esistente come indipdendente e separato dall'intera umanita'.
Tornando al nostro tema di discussione (la morte), l'esempio dell'Onda può aiutare gli studenti a comprendere la spiegazione offerta dal Vecchio Saggio della storia: nascita e morte sono in relazione. Ciò che non è mai nato (esistito) non può morire.
Allo stesso modo non esistono la destra e la sinistra , quindi non possono morire. Così non può morire l'Onda del mare. E non posso morire io .
Io, infatti, è un pensiero (onda). Abbiamo cercato di dimostrare che i pensieri, come le onde, come la destra e la sinistra, sono funzionali, ma non reali, cioè non veramente esistenti. Si è detto che ciò che non esiste veramente non può veramente morire. Quindi, ... io non posso morire veramente. E allora che cosa e chi muore? Infatti, ogni giorno abbiamo esperienza della morte. Quelle esperienze riguardano la Mente Ordinaria non la Mente Primordiale. Muoiono le forme-vuote create dal movimento della mente e credute veramente esistenti. Muore il serpente erroneamente percepito al posto della corda. Si comprende che - in realtà- non muore nessun serpente, perch è questo serpente non esiste e vive solo come un' allucinazione, come una fantasia.
È vero che l'Io non può morire perch è non è mai veramente esitito, ma, a causa dell'ignoranza, posso credere che l'Io esista separato dalla mente; posso credere che il mondo là-fuori esista indipendentemente dalla mia mente. È questo io-diviso, questo mondo concepito come separato da me che muore. In breve, muoiono i prodotti dell'ignoranza, così come sono nati (come apparenze della mente).
Che fare, dunque? Come vincere la morte? I miti spiegano, come abbiamo visto, che la morte cominciò con la divisione dell'Uno. Si intuisce, dunque, che il Mitico Regno, forse, si trova nel recupero dell'Unità perduta. Di qui, la proposta olistica del Progetto Alice.
Proponiamo due disegni: il primo rappresenta una concezione meccanicistica dell'Universo, che presenta una visione del mondo dominata dalla separazione e divisione, dove non c'è posto per principi d'ordine trascendente. “Nella psicologia meccanicistica non c'è spazio per studi diversi da quelli sperimentali e fenomenologici, misurabili secondo parametri oggettivi e razionalistici.
Pertanto, le dimensioni dell'umana esperienza associate a qualità non misurabili oggettivamente, come i valori, la volontà, l'amore, il senso della giustizia il senso estetico, la creatività e le qualità spirituali in genere, sono state trascurate ed avulse dal modello della salute” (...) Il secondo disegno (qui sopra) rappresenta quello che F. Capra definisce come il mutamento di paradigma, “ il quale consiste nella trasformazione della visione del mondo da una prospettiva meccanicistica, che vede la realtà in senso materialistico e divisa in isolate entità concrete, ad una prospettiva olistica ed ecologica che vede la realtà come un dinamico tessuto di relazioni, ove tutti i fenomeni sono interdipendenti e appaiono parti indivisibili di una cosmica interezza... (Laura Boggio Gilot , Il Sè Transpersonale, Edizioni Asram Vidya, pagg.16-17 )
12. Pensiero olistico e nuova educazione
![]()
Offriamo, a questo punto, agli insegnanti alcune interessanti ipotesi derivanti dal concetto di Unità.
a) Se il sostrato della vita è unitario, allora la separazione tra fenomenico e noumenico, come tra materia e Spirito, non esiste, ma è creata solo dalla pochezza della nostra possibilità conoscitiva;
b) se la realtà ultima è oltre gli opposti, allora la dicotomia tra bene e male e tutti i conflitti dell'umanità sono relativi ad una particolare identificazione dell'uomo con una fascia esigua dell'esistenza, essi cadrebbero alla visione dell'unità del Tutto;
c) se ciò che è frammentario è solo apparenza, la dissociazione della malattia mentale, così come ogni forma separativa di violenza e di dissidio, può essere ricomposta attraverso lo sviluppo di una visione sintetica;
d) se la vita è “una”, la solitudine esiste solo nella ipopercezione di una coscienza sottosviluppata, e così l'odio, la paura e la guerra sono gli effetti di un'ignoranza conoscitiva e possono essere trascesi da un più alto punto di vista;
e) allora la salute, la felicità e la pace non sono tanto lontane dalla portata dell'uomo, appena questi eleva il suo grado di consapevolezza della realtà.
(L. B. Gilot, Forma e Sviluppo della Coscienza, Ed. Asram Vidya, pag.47)
Vediamo altre conseguenze derivanti da questo modo di pensare in senso unitario, olistico:
Tutte le vecchie dicotomie (bello-brutto, cuore-mente, scienza-religione) avevano un significato nel quadro di riferimento del vecchio paradigma scientifico caratterizzato dalla frammentazione, ma non trovano alcuna giustificazione nel nuovo quadro di riferimento dove le cose vengono viste in relazione al Grande Tutto;
la tradizionale divisione delle materie viene messa in discussione;
la parte non può essere separata dal tutto;
il vedere la parte inserita e inscindibile dalla totalità porta spontaneamente alla nascita di un sentimento religioso e all'intuizione dell'esistenza di una realtà che va oltre tutti i confini sia materiali che mentali ( l'Assoluto, il Mistero, l'Uomo Cosmico ) e fa comprendere gli insegnamenti esoterici delle grandi religioni storiche e le intuizioni dei mistici;
ogni persona trova la propria identità, significato e scopi nella vita attraverso la connessione con se stesso, la comunità, il mondo naturale e i valori spirituali come la pace e la compassione;
l'esistenza di un Sè superiore ( higer self ) che si estende oltre l'individuo;
l'ipotesi dell'esistenza di archetipi universali;
la collaborazione prende il sopravvento sulla competizione in classe;
l'insegnante aiuta gli studenti soprattutto a sentire di essere connessi l'uno con l'altro;
la percezione che abbiamo bisogno di imparare a vivere insieme meglio di quello che abbiamo fatto finora è che non possiamo fare a meno degli altri per risolvere sia i nostri problemi personali che quelli collettivi;
la classe viene vista come una comunità dentro la comunità più grande della scuola, la quale si trova in una comunità più grande che è il villaggio, la città, la quale è, per estensione, dentro la più larga comunità dell'umanità;
nascita del senso di responsabilità individuale e universale.
Quasi tutte le storie hanno per protagonista un Eroe che intraprende un viaggio molto difficile e dal quale torna vittorioso. Il disegno (destra) offre una lettura simbolica del Viaggio: un percorso all'interno di noi stessi per raggiungere il nostro Centro (il Sè).
13. Il Viaggio dell' Eroe ( come Ulisse, Siddharta, San Paolo…)
Le storie che hanno come obiettivo la ricerca del Sè (il tesoro, il Santo Calice, il Grahal, la Pietra che soddisfa tutti i desideri, l'Elisir di lunga vita, l'erba magica che guarisce le ferite del Re….) iniziano spesso con una crisi (una malattia, una catastrofe, il Re ammalato, una pestilenza, una maledizione, un fallimento, una bocciatura, la perdita del posto di lavoro, un incidente, il rapimento di una bellissima ragazza…). La crisi può manifestarsi nel momento in cui la nostra vita sembra essere all'apice del successo e tutto sembra andare a gonfie vele: matrimonio, affari, successo, salute… Improvvisamente, una depressione, oppure una strana malattia psicosomatica sconvolge la nostra vita. Per San Paolo fu una caduta e la cecità causate dall'apparizione della Luce, quasi una irruzione del Sè nella coscienza.
Per Dante fu la crisi esistenziale che capita comunemente verso l'età di mezzo ( Nel mezzo del cammin di nostra vita… ). Aveva smarrito la Via, la direzione del suo progetto di vita. La strada verso il Sè era stata interrotta. Quando questo succede, c'è la crisi, la depressione.
Anche Siddharta intraprese il suo viaggio in seguito ad un incidente , che causò una crisi profonda circa la direzione della sua vita. Che cosa sconvolse il giovane principe Siddharta, che aveva tutto quello che una persona può sognare dalla vita? L'incontro con la vecchiaia, la malattia, la morte, come il giovane Francesco.
Anche il futuro Re Artù (vedi il meraviglioso film di Walt Disney, La Spada nella roccia ) comincia la sua avventura con un incidente: mentre il suo padrone, Caio, sta per scoccare la freccia destinata ad un cervo, il piccolo Semola, che funge da stalliere, cade addosso al suo padrone, deviando la freccia che finisce nel folto della foresta. Per punizione, Semola viene mandato a recuperare la freccia. il Viaggio inizia con una ricerca. In questo caso si tratta di una freccia. Si capisce che non è la freccia il vero oggetto della ricerca. Semola sta cercando la propria identità, sta cercando se stesso, quindi, la Verità. Che cosa c'era da cercare o da sapere oltre al fatto di essere un bambino di nome Semola? È proprio questo il fine di tutti i viaggi come progressione spirituale: andare oltre la realtà convenzionale, tradizionale, le apparenze. Che cosa c'è alla fine del Viaggio? Potremmo porre la domanda in un altro modo: Che cosa c'è oltre Semola? Che cosa c'è oltre il nostro lavoro, la nostra realizzazione professionale?
Ci preme sottolineare il fatto non tutti i mali vengono per nuocere . Come la febbre non è un fatto negativo, in quanto ci indica che qualcosa non funziona nel nostro organismo , così la febbre esistenziale (che colpisce ad ogni età, ma in particolare nell'età di mezzo, manifestandosi come depressione, infelicità, malessere senza causa apparente) è un segnale di allarme che viene dai piani alti della nostra coscienza e ci indica che dobbiamo procedere, andare oltre, non fermarsi a godere i frutti del nostro successo, pensando di essere arrivati . Il Viaggio deve continuare se vogliamo uscire dalla febbre che ci rende tristi e insoddisfatti. Dobbiamo, cioè, avere il coraggio di andare oltre tutto quello che abbiamo conquistato e realizzato con tanta fatica. Dobbiamo praticare il distacco. Lasciare il gradino su cui ci troviamo, con tutte le comodità e le gratificazioni, e rischiare, avventurandoci verso l'ignoto di una nuova dimensione della coscienza. In parole semplici, dobbiamo rimetterci in Viaggio e in discussione cercando di rispondere, appunto, alla domanda che cosa c'è oltre Semola . (Si intuisce che Semola rappresenta ognuno di noi: Re in potenza !).
Per tornare alla nostra storia, possiamo chiederci: Che cosa c'è oltre l'aia dove vivono i pulcini? Che cosa c'è oltre la Foresta oscura che aveva inghiottito la freccia di Caio? Che cosa c'è oltre la Selva Oscura in cui Dante si era perduto? Ecco, appunto, il senso del Viaggio: trovare la risposta. È la ricerca della Terra Promessa, il proprio Centro interiore. “Cosi' vanno interpretate la Fuga in Egitto, la traversata del deserto e del Mar Rosso, che Origene considera come simboli di tappe della progressione spirituale” (J. Chevalier, op. cit. pag. 554).
(Disegno)
Pinocchio rappresenta l'antieroe moderno (Testa di legno, burattino, capriccioso, dispettoso, disubbidiente, svogliato, aggressivo, scansafatiche) che compie un percorso di trasformazione per diventare un bambino vero , e cioè un Eroe.
14. Le qualità dell'Eroe e la trasformazione della coscienza: da animale (coscienza istintiva) ad essere umano (coscienza razionale, morale, intuitiva…)
“L'eroe ha una qualità fondamentale: la fiducia. Egli ha fiducia che il viaggio ha uno scopo e che sarà più forte dopo che si sarà concesso di attraversare “la vallata dei morti viventi” o dopo che avrà ucciso il dragone. Sa, perché crede al di là del dogma o dell'indottrinamento, che oltre quegli ostacoli apparenti c'è una nuova vita, nuove vallate odorose di erba e fiori, villaggi dove incontrerà gente ospitale e dove berrà calici di nettare degli dei. Il nostro punto di vista sul viaggio (la presenza o meno della fiducia dell'eroe) determina il viaggio stesso e la sua qualità. C'è sempre una ricompensa per colui o colei che sa cogliere la chiamata. La fiducia è premiata da un nuovo livello evolutivo, di coscienza e di conoscenza. Il premio può anche essere il viaggio stesso perché, come dice Campbell: “ Dove avevamo creduto di trovare un mostro, troveremo un Dio e dove credevamo di incontrare solo noi stessi incontreremo tutta l'umanità ”. Una volta che entriamo in questo stato di fiducia possiamo attraversare la soglia, passare dall'altra parte. È il punto di non ritorno. Siamo nel pieno del cambiamento e della nostra trasformazione metafisica. A questo punto tutte le nostre energie verranno assorbite da questo processo. Agli occhi degli altri che ci stanno attorno incominciamo a diventare strani, diversi. “Non sei più quello/quella di una volta.... Non ti riconosco più.....” Varcare la soglia vuol dire rimettere in discussione i nostri punti di vista ed i nostri valori predefiniti o ereditati. Il passaggio &egra