L'elefante e la formica

 

Un giorno, un elefante, senza volerlo, mise la sua zampa su un formicaio, distruggendolo.

La Regina delle formiche si arrabbiò molto e decise di dare una lezione all'elefante.

Si arrampicò su una sua zampa, raggiunse un orecchio e gridò con tutto il fiato che aveva in gola: "Brutto rospo gonfiato!" "Sei un prepotente dalla testa grossa ma senza cervello! Sei un mostro schifoso e ignorante!"

Poi cominciò a menare calci e pugni, con tutta la sua forza.

Un corvo che aveva assistito alla scena, volò sulla proboscide dell'elefante e gli chiese:

"Hai sentito le offese della formica?"

"Le mie orecchie sono grandi abbastanza per contenere chi si considera amico oppure mio nemico. Sia che mi lodino, sia che mi insultino, non cambia niente nelle mie orecchie. Perchè dovrei arrabbiarmi o essere contento? Ognuno è libero di entrare e uscire dalla caverna delle mie orecchie ed emettere tutti i suoni che desidera. Per me sono solo debolissimi movimenti di aria, ai quali non dò alcun significato!" rispose l'elefante.
Il corvo rimase molto colpito dalla saggezza dell'elefante e disse:

"Insegnerò questo anche ai miei figli. Per vincere la rabbia o il desiderio che le parole di amici o nemici provocano, fate come l'elefante: aprite la caverna delle orecchie senza dare alcun significato al movimento dell'aria!"