LO SCIENZIATO E IL GENIO

 

Un giorno, uno scienziato stava lavorando sulle sue formule, quando si addormentò. E sognò.

Sognò che da un'antica conchiglia, che teneva sopra il tavolo dello studio, come porta-fortuna, uscisse un genio.

“Sono il genio della fortuna!” disse il folletto, danzando. “Esprimi un desiderio!”

Lo scienziato rimase molto colpito. Lui non poteva credere che esistessero i geni, i folletti. Lui aveva una formazione scientifica. Tutto prove ed esperimenti e, ovviamente, formule!

Ma il Genio insisteva: “ll desiderio!”

“Sto lavorando ad una formula chimica molto importante di un nuovo propellente per missili!” disse lo scienziato.

“Ho capito. Vuoi che ti aiuti a trovare la soluzione. D'accordo, diventerai famoso e forse ti daranno anche il Nobel per questa scoperta, ma prima vorrei sapere una cosa: Perchè lo fai?

Lo scienziato non si era mai posto questa domanda.

“È la scienza, il progresso! Io aiuto la scienza a scoprire i segreti dell'Universo!” rispose.

“E contribuisci alla costruzine di missili intercontinentali, a testata atomica, capaci di uccidere milioni di persone innocenti?” chiese il Genio.

“Oppure per spingere le navicelle spaziali sulla Luna e su Marte!” obbiettò lo scienziato.

“Che cosa farete sulla Luna e su Marte? Ridurrete quei pianeti come la Terra, piena di veleni chimici prodotti dalla vostra scienza? Migliorerete la qualità della vita degli uomini oppure la renderete peggiore e con più rischi?”

Lo scienziato chiese stizzito: “ Scusa, sei un Genio oppure un obiettore di coscienza? Non hai detto che vuoi aiutarmi?”

“Certo, ti sto aiutando ad esprimere un giusto desiderio!

Lo scienziato capì. ”Aiutami a scoprire la formula della felicità!” chiese. Il Genio era molto contento. Improvvisamente, lo scienziato si svegliò. Prese carta e penna e in pochi minuti concluse la sua ricerca che durava da anni! Aveva finalmente trovato la famosa formula!

Guardò i suoi appunti orgoglioso e pensò ai titoli sui giornali, alle pubblicazioni, ai riconoscimenti…. Ma pensò anche ai suoi bambini che dormivano nella stanza accanto. Pensò a tutti i bambini del mondo, che non conoscono ancora divisioni e confini, che si sentono cittadini del mondo.

“Questa formula, in futuro, potrebbe davvero uccidere migliaia di questi piccoli innocenti!” pensò.

Prese il suo quaderno e lo gettò nel fuoco del caminetto.

Tra le fiamme, gli parve di rivedere il suo amico Genio del sogno:

“Bravo! Pensare agli altri e non danneggiarli, questa è la formula della felicità!” disse il Genio.