
PAURA DELLA M.....
C'era un posto vuoto in classe. I bambini erano silenziosi. Il loro pensiero era con Matteo, che non poteva venire a scuola perchè ammalato.
"Sta molto male!" disse la maestra. Poi non volle aggiungere altro. Chiese ai bambini di pregare per il loro compagno. In classe c'erano bambini induisti, musulmani, buddisti e molti cristiani. Ognuno, in silenzio, pregò il Dio di tutti. Molti avevano una domanda che non osavano esprimere ad alta voce: era una domanda sulla vita, sul perchè del vivere, sul perchè della fine. Mille perchè ? Il bambino indù, Sandeep, che veniva da Varanasi. Gli spiegarono in inglese che cosa era successo: la grave malattia di Matteo.
"Si teme che m…?" Sandeep stava per pronunciare una parola tabù. La maestra lo fermò in tempo, mettendosi un dito sulla bocca, che significava "silenzio!" Sandeep non capiva. Nel suo Paese si parla liberamente di "certe cose" e nessuno ha paura di pronunciare la parola tabù. " What a strange people!" pensò. Passarono i giorni. Il banco di Matteo era sempre vuoto. Un giorno di primavera, poco prima di Pasqua, i bambini trovarono sul banco di Matteo un mazzo di fiori bianchi. Capirono. Anche Sandeep capì. Congiunse le mani al cuore, poi le portò verso al cielo, interrogando con gli occhi la sua maestra, che fece un cenno di assenso con il capo. "Allora è diventato la Grande Luce!" mormorò Sandeep.
La maestra capì che non poteva far finta di niente. Doveva parlare con i bambini. Doveva dire dire loro qualcosa, dare una spiegazione.
"Che cosa vuoi dire?" chiesero i compagni a Sandeep. Sandeep, incoraggiato dalla maestra, raccontò quello che gli aveva detto il nonno quando la sua mamma era diventata luce.
C'era una volta il Grande Oceano Luminoso. Era il Padre amoroso di tutte le cose. Un giorno, nacque Madre Onda e da questa una Piccola Onda! Madre Onda si prese cura con molto amore di quella piccola creatura, che cresceva bella, intelligente, piena di vita, proprio come i figli degli uomini. Quando arrivò il tempo, Mamma Onda mandò Piccola Onda a scuola, dove c'erano tante altre piccole onde luminose desiderose di imparare a leggere e scrivere e conoscere il loro destino e la loro origine. Un brutto giorno, però, Piccola Onda si ammalò. Mamma Onda fece di tutto per curarla, ma la salute della figlia peggiorò. Allora, Madre Onda cercò qualcuno che potesse aiutarla in quei momenti così difficili e tristi. Trovò Vecchia Onda Saggia piena di acciacchi, ma sempre sorridente e felice.
"Piccola Onda - disse Vecchia Onda Saggia - tu sei ancora molto giovane. Dovrei andarmene io, prima di te. Ma il destino è strano e misterioso e ha deciso diversamente; ha dato la precedenza a te. Da molto tempo io sto pregando affinchè venga abbreviato questo mio Viaggio nel mondo delle onde, perchè voglio tornare a Casa, da Padre Oceano Luminoso. Tu sei molto fortunata, perchè stai per tornare nel Regno della Luce e diventare quello che veramente sei!"
"Che cosa vuoi dire?" chiese Piccola Onda. "Non sono una Piccola Onda?" "Certo, sei una Piccola Onda. Questo è quello che tu e altre Onde come te pensano. Ma non sempre quello che pensiamo è vero. Non sempre siamo quello che pensiamo!" Piccola Onda ascoltò attentamente Vecchia Onda Saggia e disse: "Vuoi dire che io credo di essere un'Onda, ma - in realtà - non lo sono? Allora è come se stessi sognando!"
"Cara Piccola Onda, è proprio quello che voglio dirti: tu, io, tutte le altre Onde stiamo sognando. Quando capii questo, cominciai a pregare Grande Oceano Luminoso di aiutarmi a mettere fine al mio sogno e svegliarmi alla Luce del vero mondo!".
Tu, io, tutte le altre piccole Onde altro non sono che il Grande Infinito Oceano Luminoso. Ora siamo soltanto un sogno lontano dalla nostra vera realtà. Quando tornerai nel Grande Oceano Luminoso sarà come la fine del Viaggio di un raggio di luce, che si era smarrito vagando lontano dalla sua origine. Sarà un meraviglioso risveglio, dopo aver sognato di essersi perduti..."
Piccola Onda sorrise: "Vuoi dire che non sarà la fine per me?"
"Ma quale fine? La fine è per qualcosa che ha avuto inizio. Tu non sei mai esistita come ti sei pensata: una piccola Onda separata dal Grande Oceano. Questo è solo un pensiero sbagliato. È quel pensiero errato che scomparirà, perchè non è vero. Tu non sei indipendente dal Grande Oceano Luminoso. Tu sei il Grande Oceano Luminoso, Padre di tutte le cose. Ed ora stai per cominciare a vivere la tua vera vita.”
"Padre Oceano Luminoso - disse - ora sono pronta a iniziare a ri-vivere nel regno della Luce!" Così Piccola Onda se ne andò, anzi, tornò a Casa, felice e senza rimpianti.
Questa è la storia che mio nonno usa raccontare ogni volta che qualcuno della mia numerosa famiglia ci lascia per diventare Oceano Luminoso, Padre amoroso di tutte le cose, disse Sandeep.
Tutti i compagni avevano ascoltato senza battere ciglio. Anche la maestra era commossa.
"Tuo nonno, disse la Maestra, ci ha fatto un grande regalo.
Ci ha fatto capire che tutti noi siamo in realtà il Grande Oceano Luminoso dell'Amore, quindi uniti non solo alla nostra mamma, ma anche al nostro compagno Matteo e a tutto l'Universo.
Matteo vive in noi e noi viviamo in lui come in tutto ciò che esiste in questo Infinito Universo!". La maestra prese il mazzo di fiori che era sul banco di Matteo e lo divise tra tutti i suoi alunni: un fiore bianco ciascuno. Alla fine della lezione, lesse la famosa poesia di John Donne:
Nessun uomo è un'isola;
Nessuno uomo sta solo.
Ogni uomo è una gioia per me;
Il dolore di ogni uomo è il mio dolore.
Abbiamo bisogno l'uno dell'altro,
perciò io difenderò
ogni uomo come mio fratello;
ogni uomo come mio amico.(....)
Ogni morte d'uomo mi reduce,
perché io faccio parte dell'umanità.
E, dunque, non chiedere maiper chi suona la campana.
Essa suona per te.
(John Donne, «Nessun uomo è un'isola» ).