
Il frigorifero vuoto
Maggie si svegliò nel cuore della notte affamata. Cercò di accendere la luce del comodino, ma non funzionava. "Manca ancora la corrente!” si lamentò. “Si sarà fuso ancora una volta il trasformatore, in città!”
Si ricordò di avere una candela e un accendino nel cassetto della scrivania . L'accese e scese in cucina, senza far rumore. Si diresse verso il frigorifero con l'idea di di prepararsi un panino alla mozzarella e bere una Coca Cola. Ma quando aprì il frigorifero l'attendeva un'amara sorpresa: era completamente vuoto. Non c'era più nulla. Sparito il latte. Spariti lo yogurt, le marmellate e la frutta. Perfino la verdura, che la mamma aveva comperato il giorno prima per il minestrone, era sparita.
Maggie non voleva credere ai suoi occhi. Cercò nel freezer il suo gelato preferito, ma anche quello era vuoto. Quel che colpì Maggie fu il notare che non c'era nemmeno una traccia di ghiaccio. Era come se quel frigorifero fosse inattivo da parecchie settimane!
Pensò di bere un bicchiere di acqua fresca. Aprì il rubinetto e notò, con orrore, che l'acqua aveva un colore giallognolo ed emanava un odore nauseabondo. Era troppo per la piccola Maggie!
"Mamma, mamma, - gridò disperata – che cosa sta succedendo?"
La mamma apparve sulla porta della cucina. Aveva un aspetto terribile: gli occhi incavati, i capelli bianchi, i vestiti stracciati.
"Che c'è, Maggie? Stai cercando di notte quello che non riusciamo a trovare di giorno? La fame e la sete fanno brutti scherzi. Le chiamano allucinazioni. Tu sai bene che l'ultima bottiglia di latte uscita da quel frigorifero risale a sei mesi fa."
" Che cosa sta succedendo, mamma?" chiese ancora Maggie.
"Piccola mia, non ricordi? Due anni fa io e tuo padre abbiamo perso il lavoro a causa della Grande Crisi, che ha coinvolto tutto il Paese. Per diversi mesi abbiamo vissuto con i risparmi. Poi i soldi sono finiti. Il Governo centrale ci ha aiutati per un pò, mandando cibo e latte, poi anche il Governo è crollato, a causa dei debiti. Così, ognuno ora deve arrangiarsi!"
"Possiamo chiedere un prestito ai nostri vicini. Siamo molto amici…"
"Figlia mia, i vicini sono nelle nostre stesse condizioni. Tutto il quartiere ha il frigorifero vuoto. Anzi, tutta la città!"
"Almeno un pò d'acqua!" implorò Maggie.
"Per quella bisogna aspettare ancora tre giorni. La porteranno a spalla, perchè tutte le strade sono intasate dalle auto in panne, oppure bloccate, perchè senza benzina!" disse la mamma.
"Ma l'acqua non viene dal rubinetto?" domandò Maggie, che non aveva mai pensato prima al lungo Viaggio dell'acqua potabile che partiva centinaia di chilometri lontano dal suo quartiere, veniva purificata da un immenso impianto di depurazione (ora inattivo a causa di mancanza di energia elettrica) e poi veniva incanalata dentro grandi condutture di cemento e quindi smistata nelle varie zone della città.
La mamma sorrise. "Queste cose avrebbe dovuto insegnartele il tuo maestro!"
"E il latte?"
La mamma spiegò che il latte non viene dal frigorifero o dal supermercato, ma dalla stalla dei contadini. Raccontò il lungo Viaggio del latte: l'erba dei prati, la mucca, il contadino, la mungitura, la raccolta, il caseificio, la lavorazione, la pastorizzazione, la confezione, il trasporto, l'acquisto e quindi l'arrivo nel frigorifero. Da qui, al bicchiere di Maggie.
La bambina ascoltò attenta il racconto della mamma.
"Perchè non torniamo all'erba dei prati, alle mucche, alle stalle?" chiese.
"Perchè non ci sono più mucche. Anni fa, i contadini ricevettero un premio per ogni mucca che uccidevano. Le stalle di montagna sono state trasformate in villette estive per la gente di città e i contadini sono solo il 4 per cento della popolazione italiana!"
"Potremmo tornare noi sui campi e ricominciare, come una volta, a pascolare le mucche che daranno il latte... Almeno non moriremo di fame!" propose Maggie.
La mamma sospirò:
"Magari avessimo un fazzoletto di terra! Siamo prigionieri del nostro appartamento, in questo quartiere, assieme tanti altri sfortunati come noi!”
Maggie aveva fame, aveva sete e tanta paura.
"Chiederò al mio maestro che cosa possiamo fare!" disse, sollevata. Maggie, aveva una grande stima e fiducia del suo maestro. Pensava che avesse una risposta per ogni problema.
" Se i miei maestri e professori mi avessero insegnato certe cose, quando ero giovane come te, forse tu Maggie e i tuoi compagni non vi trovereste oggi in questa terribile situazione!" sospirò la mamma, allontanandosi dalla cucina.
"Mamma, mamma!, non andartene, non lasciarmi qui sola!" gridò Maggie.
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Improvvisamente, tornò la luce.
"Che c'è Maggie?" chiese la mamma, accarezzando la figlia che si agitava nel letto.
La bambina aprì gli occhi.
"Oh, mamma, ho fatto un bruttissimo sogno!" disse, abbracciando la mamma. E raccontò il suo incubo.
"Mamma, pensi davvero che un giorno il frigorifero sarà vuoto e dovremo trasportare l'acqua sulle spalle?" chiese. La mamma sorrise cercando di rassicurarla.
"Tu hai sognato la conclusione peggiore di questa nostra avventura su questa terra. Per fortuna non siamo ancora arrivati a questi estremi!"
"Pensi davvero - come nel sogno- che i tuoi maestri avrebbero dovuto insegnarti certe cose ? E quali sono?" domandò Maggie curiosa.
"Non è il caso di parlarne ora. Domani possiamo riprendere il discorso. Ora torna a dormire, sognando un mondo dove insegnanti, genitori e bambini vivono felici, rispettando e amando tutte le creature del Mondo e la Terra Madre, che ci nutre e ci sostiene, come dice la preghiera di San Francesco. Te la ricordi? Quella è delle tante cose belle che ti ha insegnato la tua maestra! Vuoi che la recitiamo insieme?
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue sò le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.Laudato sie, mì Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.Laudato sì, mì Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.Laudato sì, mì Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.Laudato sì, mì Signore, per sor'aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.Laudato sì, mì Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.Laudato sì, mì Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.Laudato sì, mì Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.Laudato sì, mì Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.Laudate e benedicete mì Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.