Gli articoli dei giornali.

Il Gazzettino di Treviso

Martedì, 13 Dicembre 2005

La missione di un maestro-giornalista

Fonda in India scuole più forti della mafia

Prestigioso premio a Tino Giacomin

Treviso

Treviso Jagat Samkaracharya Narendra Nanad Sarashwati, durante una cerimonia Ha sfidato e sconfitto la mafia locale indiana con il suo "Progetto Alice". Tino Giacomin , insegnante e giornalista trevigiano, è riuscito così a costruire tre scuole seguendo un progetto inter-religioso e multietnico che ha finalmente ottenuto, oltre ai risultati con i ragazzi, anche i riconoscimenti ufficiali. Principi educativi basati sulla conoscenza delle proprie tradizioni indiane ma anche contatto con il resto del mondo, approfondimento di informazioni e conoscenze e crescita spirituale e filosofica: ecco i segreti di un percorso originale che domenica scorsa è stato premiato presso l'università Sanskit Maha Vidayala di Bodhgaya. Il premio è stato consegnato a Giacomin da una personalità indiana di spicco: il guru ufficiale a cui hanno partecipato autorità italiane tra cui la dottoressa Anna Maria Ceci direttrice del Dipartimento per la cooperazione e lo sviluppo. Una enorme soddisfazione per Valentino Giacomin , originario di Zero Branco, un passato di maestro elementare, con studi pedagogici sperimentali. Oltre che insegnante, ha svolto attività sul fronte giornalistico in veste di direttore del settimanale Nordest e del Telegiornale di Antenna Tre. Poi, volato in India, ha investito tutti i suoi risparmi per fondare tre scuole, collaborando con l'università dove ha fatto decollare il progetto educativo. Le sue idee innovative hanno inizialmente trovato grossi ostacoli nello Stato indiano a causa di intoppi burocratici ma anche per l'intromissione di organismi "mafiosi" locali. Qualche anno fa - raccontano gli amici - costoro giunsero a far demolire la sua prima scuola con un pretesto, solo perché una ricca casta locale voleva impossessarsi del terreno prezioso, in quanto era risparmiato dagli allagamenti dei monsoni, e possedeva una bella vista sul paesaggio. Ora l'insegnante trevigiano gode del rispetto dei docenti universitari indiani e la sua è l'unica scuola privata parificata in Bodhgaya. Con sottile ironia e con il distacco che lo salva dai rischi di narcisismo, Giacomin scherza via mail con gli amici rimasti a Treviso, tra cui il fotografo Gabriele Coassin, spiegando che il premio non consiste in "schei" ma rappresenta un segno importante di riconoscimento da parte di tre prestigiose università. Oltre alla medaglia, la cerimonia porterà con sè degli effetti futuri: la traduzione dei libri di Giacomin nella lingua hindi e la loro pubblicazione a spese di una famosa casa editrice. Sarà così possibile reperire i libri dell'insegnante trevigiano nelle biblioteche e nelle scuole indiane. E per chi desidera conoscere più a fondo il progetto Alice è possibile consultare il sito www.progettoalice.org.

Laura Simeoni


Scheda informativa

- Ideatore del Progetto educativo: Valentino Giacomin
- Fondatori delle scuole in India: V.Giacomin e Luigina de Biasi, ex insegnante di Miane – Treviso.
- Nome del Progetto: Universal Education-Progetto Alice
- Significato del nome: Ricorda “Alice nel Paese delle Meraviglie” : il mondo interiore.
- Data di inizio ricerca in Italia (provincia di Treviso): 1980
- Data inizio sperimentazione in India: 1994
- Luogo dove sorgono le scuole in India: Sarnath, nello Stato dell’Uttar Pradesh e Bodhgaya, nello Stato del Bihar.
- Numero di studenti attuali : 800.
- Percentuale di ragazze: 40 per cento rispetto ai ragazzi.
- Estensione del terreno: 6mila metri quadrati
- Numero di aule a Sarnath: 30
- Numero aule a Bodhgaya: 25
- Titoli di studio riconosciuti :
§ scuola elementare
§ Scuola Media
§ Scuola Superiore
§ Diploma Universitario (scienze dell’educazione e psicologia)
- Numero di insegnanti a Sarnath e Bodhgaya: 32
- Personale non insegnante: 4
- Numero residenti sostenuti dalla scuola: 75
- Materie di insegnamento:
materie curriculari previste dallo Stato.
Materie del Programma speciale:
yoga
vipassana
massaggio
Contemplative meditation
Mitologia
Religioni comparate
Ecologia
- Retta degli studenti : Gratis per i poveri
Da uno a due euro mensili per gli altri.
- Successo scolastico:
100 per cento di promossi all’esame di Stato per la X e XII classe nel 2003/2004

100 per cento di promossi all’esame di Stato per la X e XII classe nel 2004/2005
- Hanno abbandonato gli studi (1994-2004): 10 per cento. L’80 per cento degli Studenti che sono passati per la nostra scuola continua a studiare.

- Studenti-lavoratori ai corsi serali (1996-2005) :circa 800
- Corsi di addestramento professionale per donne: ogni anno, dal 1995.
- Addestramento professionale per gli studenti:
corsi di tessitura
falegnameria
elettricisti
massaggio ayurvedico
traduttori (lingua Italiana e Tibetana)
agricoltura biologica

- Interventi a favore di studenti ammalati, compresi ricoveri ospedalieri: innumerevoli.
- Gruppo teatrale maschile, fondato nel 1996. Numero di attori: 15.
- Gruppo teatrale femminile fondato nel 2004. Numero partecipanti: 12.
- Studenti profughi dal Bangladesh: 70.
- Libri pubblicati in Inglese: 12
- Libri pubblicati in Italiano: 7
- Libri tradotti in Spagnolo: 4
- Gruppi del Progetto Alice in altri Paesi:
Italia
Taiwan
Germania
Francia
Stati Uniti
Colombia
- Conferenze, seminari, work-shop in altri Paesi:
Stati Uniti
Colombia
Taiwan
Francia
Germania
- In Italia: due Onlus (Padova e Treviso)
- Corsi di aggiornamento per insegnanti nella Provincia di Treviso: una ventina.
- Insegnante dei corsi: Luigina de Biasi
- Corsi di aggiornamento sul Progetto Alice in altre province dal 1994: una decina.
- Prossima realizzazione:
scuola formazione per esperti nel rituale induista
ostello per le bambine orfane o povere

- Costo mensile della scuola: 5000 euro.
- Banca:
Giacomin Valentino Universal Education School C/C 740/243205/11 Cassa Risparmio Padova e Rovigo Filiale di Montebelluna ( ABI 6225-CAB 61820 ) Italy

Giacomin Valentino Canara Bank QA:22-SB-7044SHIFT CODE- CNRBINBBAKFD Sarnath - Varanasi U.P. India
- Banca Etica:
Associazione Onlus – Progetto Alice C/o
Banca Etica, Filiale di Treviso – Conto Corrente n. 0116204
ITA BBAN I 05018 12000
(CIN) (ABI) CAB)
EUR IBAN IT43 1050 1812 0000 0000 0116 204
Codice BIC CCRTIT2184F


You should make correction also this address:
Giacomin Valentino
Universal Education School
C/C 740/243205/11
Cassa Risparmio Padova e Rovigo Filiale di Montebelluna ( ABI 6225-CAB 61820 )
Italy

Instead of C/C 740/243205/11
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La Scuola Media Unica di Sacile incontra i responsabili del Progetto Alice e della Universal Education School di Sarnath – Varanasi (India)
(Relazione a cura della Segreteria della Scuola)

Sabato 4 giugno 2005 gli alunni e gli insegnanti della Scuola Media Unica di Sacile hanno avuto l’occasione di incontrare i Responsabili del Progetto Alice e della scuola di Sarnath i Sig.ri Valentino Giacomin e Luigina De Biasi.
È stata questa un’occasione per approfondire la reciproca conoscenza e per dare nuova linfa alla futura collaborazione: nell’anno scolastico 2003/2004 le due scuole si sono gemellate.Nell’incontro è stato illustrato il Progetto Alice e le attività realizzate nella scuola di Sarnath (Stato dell’Uttar Pradesh).
Ai presenti sono stati dati chiarimenti sull’utilizzo degli aiuti economici inviati a sostegno delle molte attività, tutte centrate sulla formazione e sulla creazione di future migliori opportunità di vita in un paese vasto com’è l’India ricco di cultura e di forti contraddizioni.
È stato evidenziato l’aspetto fortemente interculturale e di civile convivenza tra etnie, culture e religioni tra loro diverse e a volte antagoniste.
Sono stati rilevati i possibili legami tra la realtà scolastica di Sacile e la realtà scolastica di Varanasi: entrambi hanno curato il linguaggio del corpo, il linguaggio musicale, il linguaggio del fumetto, la formazione dell’adulto.
Al termine dell’incontro da ambo le parti c’è stato l’impegno a riaprire la comunicazione scritta in inglese, lo scambio di esperienze didattiche coinvolgendo anche l’Informagiovani di Sacile e il gruppo per lo sviluppo del fumetto.
La Sig.ra Luigina De Biasi si è impegnata ad incontrare nel prossimo settembre gli alunni e i docenti per presentare anche con filmati le attività delle scuole di Varanasi e Bodhgaya, come pure a fare una riflessione sulla metodologia del Progetto Alice con i docenti che lo desiderano.

Sacile: incontro con gli studenti della Scuola Media.
Note di V. Giacomin

L’amicizia con gli studenti della Scuola Media Unica di Sacile risale a qualche anno fa, quando, grazie ad un nostro volontario, entrammo in contatto con la dott.ssa Patrizia Fadelli: preside dalla mente vulcanica e aperta non solo al nuovo, ma, al… nuovissimo, (come il Progetto Alice, ad esempio).

Dott.ssa Patrizia Fadelli, Preside della Scuola Media


“Che cos’è il Progetto Alice?” ci ha chiesto uno studente, durante l’incontro organizzato l’ultimo giorno di scuola, dalla Preside e dall’insegnante di inglese con il sottoscritto e la cofondatrice delle scuole in India, Luigina de Biasi.
Ho cercato di spiegare che si tratta di un progetto …nuovissimo, perchè abbina due interventi importanti: un lavoro nel sociale e uno dal punto di vista educativo (educazione sostenibile).
L’intervento sociale, ho spiegato agli studenti, si esprime in diversi schemi:
- aiuto alle bambine dei villaggi
- aiuto agli orfani
- lavoro nelle carceri minorili
- alfabetizzazione
- teatro di strada per sensibilizzare la gente dei villagi ai problemi sociali che li affliggono e stimolare una soluzione.
- Assistenza sanitaria per i meno abbienti.
I soldi che abbiamo ricevuto in passato sono stati distribuiti nei molti rivoli dei nostri interventi, privilegiando soprattutto il progetto-carcere minorile, ma non è tutto.
C’è un secondo importante aspetto che caratterizza, come ho accennato sopra, il Progetto Alice: l’intervento educativo.
Se avessi avuto più tempo, avrei potuto raccontare la storia del disoccupato e del pesce. Comunque, sono certo che gli studenti la conoscono.
Se vuoi aiutare un disoccupato che ha fame, hai due soluzioni:
a) offrigli un pesce e sarà contento per un giorno.
b) Insegnali a pescare e sarà contento per tutta la vita.
Ecco sintetizzati i due tipi di intervento del Progetto Alice: offriamo il pesce come soluzione di emergenza, ma, contemporaneamente, insegniamo non solo a pescare, ma anche a come costruire la lenza e l’amo e (restando nella metafora) anche a rapportarsi con il pesce in modo umano (aspetto antropologico, spirituale - una volta, in India, i cacciatori chiedevano scusa allo spirito dell’animale ucciso e facevano offerte per allontanare la sua ira).

 

“Cari studenti – ho detto- tenete in mente questo quando lavorerete per il Progetto Alice: non solo state aiutando chi ha fame, chi non ha vestiti e medicine, ma state anche contribuendo ad una ricerca educativa e a un metodo che è ormai apprezzato in diversi paesi del mondo.”
Gli studenti hanno seguito il discorso con molta attenzione e interesse, nonostante i problemi di acustica (mancava il microfono).
Un insegnante ha chesto maggiori delucidazioni circa la filosofia del progetto. Cercheró di rispondere brevemente qui, in queste note..

Ci sono due tipi di conoscenza, quella che viene insegnata a scuola e viene ritenuta scientifica. Noi la chiamiamo conoscenza convenzionale. C’è un secondo tipo di conocenza, che va oltre la conoscenza razionale e la supera: la conoscenza che va al di là, meta-conoscenza. Questo secondo tipo di conoscenza ci porta a realizzare i limiti e la relatività della conoscenza scolastica e convenzionale, facendoci scoprire che, di fatto, la realtà descritta da quel tipo di conoscenza non esiste oggettivamente; ma esisterebbe solo concettualmente, cioè nella mente delle persone che, appunto, la pensano. Il Progetto Alice sostiene la necessità di insegnare agli studenti i due tipi di conoscenza e lasciare, quindi, a loro la scelta circa la conoscenza da seguire.
“Il vostro metodo ha una base scientifica?” ha chiesto un’insegnante.
Se non avessimo una base scientifica, non avremmo mai potuto ottenere il permesso di avviare una sperimentazione didattica nella scuola elementare in Italia (nel 1988) e non avremmo potuto continuare la ricerca in India, dove la scuola è rigidamente laica e la religione è bandita dalle aule.
Un’altra insegnante ha chiesto se la Scuola avesse una contabilità, un’amministrazione per registrare entrate e uscite…


La domanda ci ha fatto capire che forse c’è la necessità di far conoscere meglio la nostra Istituzione che ospita oltre 800 studenti (dalla materna all’Università) e dà lavoro a circa 30 insegnanti. I nostri titoli di studio sono riconosciuti dal Governo dell’India e il curriculum di studio è estremamente, come dire?, impegnativo. Se si dovesse fare un confronto, direi che il curriculum della scuola indiana riflette la severità dei programmi e della didattica degli Anni Cinquanta, in Italia. Gli insegnanti anziani ricorderanno il calvario dell’esame di Stato di quegli anni, quando si dovevano portare all’esame tutte le materie di studio dell’ultimo anno, più gran parte del programma degli anni precedenti.
Tutto questo per spiegare che il Progetto Alice gestisce una scuola vera, con un proprio bilancio, che viene sottoposto ogni anno al rigido controllo dello Stato, che indaga su ogni dettaglio delle entrate e delle uscite, soprattutto quando queste entrate vengono dall’estero. C’è una legge speciale (F.E.R.A.) che regola i contributi dall’estero alle NGO che operano in India. Proprio in questi giorni, il Parlamento sta discutendo una modifica a questa legge, per renderla ancora più rigida e assicurare ancor più trasparenza alle operazioni bancarie a favore delle NGO (Associazioni non Governative), come il Progetto Alice.
Abbiamo, comunque, promesso alla Preside che avremmo mandato una copia del nostro bilancio, per dare un’idea di come viene amministrata una scuola privata in India.
Credo che il documento sia già arrivato alla Preside. Mentre stavo scrivendo le ultime righe, mi è venuta un’idea: pubblicare il documento alla fine di questo articolo. Quindi, chi vuole saperne di più circa l’alchimia economica del Progetto Alice, legga ... le pagine dei conti. Alla fine, immagino la domanda: “Come fate a sopravvivere con tutte quelle spese? Chi vi finanzia?”
Nel documento non ci sono i nomi dei nostri amici sponsors. Si tratta di tanti amici, come gli studenti della Scuola di Sacile, sparsi per il mondo, che si ricordano, ogni anno, dei loro friends in India. Poi ci sono amici più ...solidi economicamente, che hanno creduto nella nostra ricerca e ci hanno garantito una donazione annuale per una decina di anni. Tutti insieme realizzano il miracolo annuale di Alice, che continua a crescere e maturare.
Maturare? Alice ha intrapreso il primo viaggio all’estero da... adulta. Mi spiego: per la prima volta, il responsabile del Progetto è stato invitato da una prestigiosa Istituzione culturale americana a tenere una relazione sulla filosofia, la pedagogia, la metodologia e i risultati della scuola.

Studenti amici della scuola di Sarnath con i loro insegnanti.

A quanto pare, Alice non ha sfigurato nei confronti di altri ricercatori provenienti da diverse università americane.
Ho detto anche questo agli amici della scuola media.
Infine, un chiarimento. Gli studenti della Terza Media avevano avviato una corrispondenza con i loro coetanei di Sarnath. Avevano scritto delle lettere personalizzate accompagnate anche da piccoli regali.

Hanno atteso invano la risposta. Comprensibili la delusione e l’amarezza e, anche, probabilmente, il dubbio circa la serietà della scuola di Sarnath.
Quando la Preside mi ha accennato a questo, fui molto dispiaciuto per diversi motivi:
- la delusione degli amici di Sacile;
- la scomparsa delle lettere e dei doni che le accompagnavano;
- il probabile imbarazzo delle insegnanti che avevano avviato il progetto e la conseguente tentazione ...“to give up”.
Ho rassicurato la Preside, le insegnanti e gli studenti circa la nostra intenzione di continuare il dialogo a distanza, precisando che i nostri studenti non avevano mai ricevuto le lettere con i doni. Sono incidenti che possono capitare da queste parti...
L’esperienza negativa ci stimola a cercare nuove modalità di comunicazione e di contatto: pacchi assicurati, uso dell’Internet, materiale spedito tramite turisti...
Un’altra idea sarebbe quella di usare la digit camera per dei messaggi video-personalizzati. In questo caso, gli studenti sarebbero stimolati anche a migliorare la loro conversazione in inglese.
Forse potrebbero cominciare i nostri studenti: la prima video-lettera o digit-lettera da Sarnath.
Interessante l’incontro con il professore che ha seguito gli studenti della scuola per un corso di fumetto. La nostra visita alla scuola coincideva con l’apertura della Mostra dei disegni fatti dagli studenti durante l’anno scolastico.

Nella foto: il professore di fumetto con uno studente particolarmente dotato nella capacità grafico-espressiva.


Dissi al professore che i fumetti sono parte della vita della nostra scuola. Entrano nelle classi attraverso i libri di testo, i libri di filosofia illustrati, appunto, con fumetti, le mie lezioni... Il fumetto si presta in modo straordinario per la spiegazione di astratti e complicati concetti di filosofia o psicologia. Proposi al professore una collaborazione con la nostra scuola. Ogni anno, pubblichiamo uno o più libri relativi al nostro programma speciale (filosofia del Progetto Alice). Per l’anno accademico 2005/2006 pensavamo di proporre agli studenti il tema della morte. Abbiamo già scritto alcune storie e pensavamo di chiedere al nostro artista di Varanasi di illustrarle. Una artista di Vicenza, professoressa di arte, si è detta interessata all’idea e ha già cominiciato a pensare ai disegni. Gli studenti di Sacile potrebbero contribuire con proprie storie oppure illustrare una nostra favola scritta per i bambini dell’India, adattatandola alla loro cultura.
Questa la cronaca ufficiale della visita alla Scuola Media Unica di Sacile.
Interessanti sono stati gli incontri informali con le insegnanti, in particolare le insegnanti che hanno tenuto vivo l’interesse degli studenti verso le nostre scuole, nonostante la delusione delle lettere senza risposta,
Luigina ed io siamo rimasti molto colpiti dalla preparazione professionale ed esperienza delle docenti. Entrambi abbiamo avuto lo stesso pensiero:
“Ecco una rara specie di insegnanti vecchia scuola, forse in via di estinzione!”
Un’altra osservazione va riferita: il comportamento degli studenti sia nelle classi, che fuori (nei corridoi e sulle scale): tutti hanno salutato con cortesia e rispetto. Abbiamo riscontrato gli stessi valori nella classe dove eravamo stati invitati per delle foto-ricordo da far avere ai nostri studenti. Bravi ragazzi e ragazze ben lontani dal modello di adolescente sfrontato e provocatore presentato da certa letteratura o dai films.

Prima di chiudere queste note, vorrei rinnovare l’invito agli insegnanti e agli studenti di venire a visitare le nostre scuole in India. Forse, un incontro ravvicinato tra le due culture potrebbe porre le basi per un gemellaggio duraturo tra Sarnath e Sacile: un singolare gemellaggio tra studenti educati a pensare “beyond boundaries”, oltre i confini.

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