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GHOSE LAMA

IL SANTO DI SARNATH

Breve cronaca degli ultimi giorni, dei suoi miracoli, delle sue profezie e del suo testamento spirituale . I ricordi della gente e degli studenti del Progetto Alice.

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Puoi trovare Lama sempre tra la gente oppure nelle assemblee religiose. Mentre cammina sulla strada, viene spesso scambiato per una replica vivente del Buddha che sorride. Si trova a suo agio sia con i govani che con gli adulti. Nel suo modo caratteristico, viene visto conversare e giocare con i bambini e poi parlare con gli studenti, i paesani, gli operai, gli artigiani, i commercianti… La sua popolarità è la sua debolezza che non gli permette di riposare. A differenza di molti altri religiosi, non ama la solitudine…”

(Da una pubblicazione della Maha Bodi)

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Ghose Lama

(Dal diario di V. Giacomin

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5 Settembre 2004

“L'energia vitale è finita”

Questa mattina mi sono recato da un alto Lama di Bodhgaya per chiedergli una divinazione riguardo alla salute dell'anziano Gose Lama, presidente della nostra Società, Awakening Special Universal Education – Alice Project.

Il Lama ha pregato per una decina di minuti, poi ha gettato i dadi per la divinazione.

“L'energia vitale di Lama è finita. Ora vive solo grazie al karma…” ha spiegato il Lama-oracolo. Voleva dire che Gose Lama sopravviveva solo grazie al potere delle nostre preghiere e alla sua gentilezza verso di noi. Era come se si fosse preso del tempo extra per completare la sua missione su questa terra.

Domandai al Lama-oracolo che cosa consigliava di fare. Disse di chiedere ai monaci di Sarnath di fare una puja speciale:

Quella puja risolverà la situazione: o farà uscire Lama dallo stato di malattia e sofferenza in cui si trova ora, oppure ….”

Capii che cosa Lama voleva dire: “… o guarisce oppure verrà aiutato ad avere una morte serena!”

I monaci hanno inizato la puja subito dopo, nel Tempio di Gose Lama, a Sarnath. 

6 Settembre 2004

Triste notizia

Oggi la triste notizia: Gose Lama è passato all'una e sedici minuti del pomeriggio.

È come se fossero crollate le mura della scuola, lasciandoci “scoperti”. Mi sento, per la prima volta in dieci anni di lavoro in India , solo, indifeso, esposto. Oggi, Sarnath e il Progetto Alice hanno perso il protettore, il padre spirituale, l'amico, la guida.

In un certo senso, mi pare di aver perso l'orientamento, perchè Lama era la nostra bussola che ci indicava sempre la direzione sicura da prendere quando c'era tempesta sul… cielo della scuola.

Mi riprendo solo quando un mio studente mi fa notare che Lama è passato in un giorno di grande auspicio. Me n'ero dimenticato.

Oggi è un giorno speciale per i nostri studenti che stanno aspettando la nascita del loro Dio Krishna e sono impegnati a preparare il presepe induista, nelle loro case e a scuola.

Dunque, Lama è uscito di scena nel giorno più amato dai bambini: il Natale hindu , in un torrido pomeriggio di settembre. Poteva sceglieree un altro giorno sacro ai Buddhisti, ma, a mio avviso, ha voluto essere coerente fino in fondo con le sue idee: tutte le religioni sono importanti e, se praticate seguendo la via del Cuore, portano alla Salvezza. Amava ripetere : “ Non sono le religioni la cause dei problemi, ma la confusione creata dalle persone!”

“C'è una sola religione: quella della compassione!” questo il semplice, ma profondo messaggio lasciato ai nostri studenti.

Altri ricordi percorrono la mente nella confusione di queste ore tristi. Gose Lama era un tibetano anomalo.

 

Amava profondamente l'India e la sua religione. Non stupisce, quindi, che abbia scelto proprio il Natale hindu per la sua nuova nascita. Questo era Gose Lama: un Santo come Sai Baba di Sirdhi , che sembrava essere andato oltre le religioni.

I nostri studenti iindu si recavano da lui quando avevano dei problemi. Lama faceva le divinazioni, usando il suo rosario , e ripetendo continuando il nome del richiedente, spesso storpiandolo, perchè non l'aveva sentito bene, a causa della sua sordità. Alla fine, però, la divinazione era chiara e sapeva dare delle indicazioni precise su che cosa fare per superare gli ostacoli. Agli studenti hindu consigliava preghiere in relazione alla loro tradizione e spesso li mandava in pellegrinaggio presso i luoghi sacri di Shiva, Ganesh o Kali. Credeva nel potere della preghiera e della fede, non importa la Divinità che veniva pregata. Per lui era importante pregare.

Messaggio da Sarnath : rispetto per tutte le religioni

Lama prega presso un Tempio induista, a Varanasi .

Per questo, quando veniva a visitare la nostra scuola, si fermava in raccoglimento presso il Tempio di Ganesh, la Statua della Madonna con il Bambino e lo Stupa… Era un modo per insegnare, con l'esempio, agli studenti e ai docenti il rispetto per tutti i simboli religiosi. Un lama interculturale, interreligioso, multietnico, lo definirebbero i sociologi occidentali. Un Lama perfetto per la moderna società telematica, nonostante i suoi ottant' anni.

È uscito di scena discretamente, umilmente, come era vissuto.

Ha scelto, come testimoni del suo commiato, due giovani: un Monaco buddhista e il segretario della nostra scuola, Vinod, un giovane induista, che aveva una speciale connessione con lui.

Negli ultimi tempi, Lama non voleva vedere nessun estraneo, tranne Vinod, il sottoscritto e gli studenti del Progetto Alice .

Per 50 anni, Lama lavorò soltanto per la comunità di Sarnath, dove aveva costruito il suo monastero, costato sangue.

Negli ultimi mesi, continuava a ripetermi: “Non ti preoccupare per le difficoltà che stai incontrando per la scuola… Anch'io ho sofferto tanto e ho dovuto perfino mendicare per sopravvivere”.

Non stava esagerando. Più volte è stato derubato di tutto quello che aveva. La burocrazia Indiana non gli ha mai regalato nulla.

Ghose Lama con i pandits, durante il Kumba Mela, in Allahabad, nel 2001

Non è stato facile conquistare la fiducia e il rispetto della popolazione locale, che, per istinto, diffida di mistici e santi… Sarnath ha una storia che risale ai tempi di Budda, 2500 anni fa. Nel DNA della gente comune c'è la memoria di millenni di esperienze religiose: monaci, monache, yogi, santi veri, santi falsi, impostori e illuminati…

“Sono vere la semplicità di questo Monaco tibetano, la sua umiltà e disponibilità, oppure è una maschera, una messa in sc na, come spesso accade negli ambienti religiosi?” si chiedeva e la gente di Sarnath.

Lo Stupa e Gose Lama

Ci sono voluti molti lustri per convincere la popolazione locale che Gose Lama era tutto vero, anche quando sbagliava, per ingenuità. E diventò il brand di Sarnath: lo Stupa e Gose Lama che benediva tutti, animali compresi, sorridendo sempre .

Tutti conoscono l'amore di Lama per gli animali del Parco delle Gazzelle e per quelli, meno fortunati, della strada o dell'acqua..

A Varanasi , nel ghat nei pressi di Godolya, tutti conoscono “Guru-ji”. Per decenni, ha liberato nel Gange quintali e quintali di pesci, dopo averli benedetti, recitando mantra e gettando nell'acqua riso e pillole sacre.. Accompagnava personalmente i cesti di pesci fino al centro del fiume e poi li gettava in acqua, in posto lontano dale reti dei peascatori. Dopo aver liberato i pesci, Lama tirava fuori dalla sua borsa di tela un sacchetto di monete e le distribuiva personalmente a tutti i mendicanti che incontrava sui gradini del ghat.

Ogni mattina, prima dell'alba, si alzava per andare allo Stupa, ma prima dava da mangiare a decine e decine di cani randagi che lo aspettavano pazientemente al cancello del monastero.

Un giornalista mi racconta che i cani avevano avvertito la fine del loro amico e la notte prima avevano pianto per diverse ore. Gli hindu credono che gli animali annuncino la morte delle persone. Dopo averlo sperimentato personalmente, in occasione della morte di una nostra ex alunna, non ho difficoltà a credere alla saggezza popolare.

(7 Settembre 2004)

Il vuoto nella scuola

Ho viaggiato di notte per tornare in fretta a Sarnath da Bodhgaya per rendere omaggio al mio Maestro e Padre.

La scuola non risuona delle solite grida festose dei bambini che giocano. Respingo le lacrime per non aumentare la depressione degli studenti.

Mentre scrivo questi appunti, decine e decine di persone stanno rendendo omaggio alla salma: docenti universitari, politici, professionisti, povera gente, i ragazzi di strada… Non sono mancati i rappresentati delle altre religioni: musulmani, jainisti, buddhisti di differenti tradizioni e i cristiani. Questi ultimi hanno pregato commossi e ricordato la stima che Lama aveva per la loro religione.

Lo ripeteva spesso: “ Dobbiamo imparare dai cristiani a lavorare per gli altri !” Decine di volte abbiamo ascoltato il suo racconto relativo ad un incidente ferroviario, accaduto a Siliguri, con molti morti e feriti. Lama stava tornando da un pellegrinaggio. “C'erano centinaia di morti e moltissimi feriti – raccontava Lama .- che si lamentavano, tra l'indifferenza dei curiosi. Improvvisamente, dalla vicina Missione, arrivarono i cristiani, che prestarono immediatamente i primi soccorsi ai feriti, incuranti di sporcarsi le mani e i vestiti di sangue !”

Fu quell'episodio che ispirò Lama a dedicare la propria vita per gli altri.

Quando parlava dei cristiani, citava sempre questo episodio, dimenticandosi di avercelo già raccontato numerose volte. Ma non era noioso riascoltarlo, perchè ci metteva il cuore nelle parole, trasmettendoci il desiderio di imitare i cristiani e lui stesso .

Gli alti prelati della Mahabody Society (buddhisti Theravada), con la quale Lama collaborò sin dal 1955, hanno mandato una decina di giovani monaci a vegliare la salma. Lama lavorò molto per questa Società, fino agli ultimi mesi della sua vita, partecipando a tutte le manifestazioni, cerimonie, convegni organizzati dalla Società.

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Ghose Lama al Tempio di Sarnath, in occasione dei festeggiamenti per

il compleanno, organizzati dalla Maha Bodhi.

Va riconosciuto alla Maha Bodhi il merito di aver, almeno, pensato di onorare Lama prima che se ne andasse. Lo fece in occasione del 139 Anniversario della nascita del fondatore della Maha Bodhi Society, il Bodhisattva Angarika Dharmapala, grazie alla donazione di uno sponsor straniero.

Lama con H.H. Karmapa, in visita alla scuola del Progetto Alice

Lama non riusciva a dire di no a nessuno. Un episodio mi torna alla mente, a questo proposito. L'anno scorso la sua vista peggiorò sensibilmente e i medici consigliarono un intervento per rimuovere la catarrata che aveva in entrambi gli occhi. Dopo l'operazione, i medici ordinarono riposo assoluto. Tre giorni dopo, non lo trovammo nella sua stanza. Ci dissero che era stato invitato da una Associazione di Sarnath in un altro paese, lontano diversi chilometri. Lama tentò di spiegare che non poteva andare, ma tanta fu l'insistenza dei rappresentanti della Società che, alla fine, Lama, come al solito, non riuscì a dire di no. Il risultato fu che perse quasi completamente l'uso di un occhio.

Non faceva calcoli economici di convenienza. Quando qualcuno si rivolgeva a lui per delle preghiere, scriveva il suo nome e, a volte, chiedeva la fotografia e poi andava a pregare presso lo Stupa di Sarnath, ripetendo i nomi, e portando le foto infilate in una tasca della veste. All'inizio non riuscivo a comprendere perchè portasse le foto con sè, quando andava a fare le circuambulazioni attorno al famoso Stupa di Sarnath. Poi capii: era un modo per condividere i meriti della circuambulazione. Era come se chi gli era stato affidato fosse fisicamente presente a pregare, offrire riso, incenso, luce… Spesso, dopo le sue preghiere, le persone che si erano affidate a lui si sentirono meglio. Molti superarono definitivamente i loro problemi. Miracoli? Io credo di sì, anche se si trattava di eventi rari.

Forse pochi si sono resi conto del miracolo che Lama compiva ogni giorno attraverso il lavoro sociale e di counseling nel suo monastero, dove riceveva decine e decine di persone ogni giorno. Tutti uscivano dalla sua stanza rasserenati, fiduciosi, rassicurati. Ai più bisognosi, Lama offriva delle speciali protezioni che lui stesso aveva confezionato. “Sono piene di reliquie e preghiere!” spiegava. “Quando siete in difficoltà e non sapete che cosa fare, prendete la protezione e mettetela sulla fronte, pregando e chiedendo ispirazione per la soluzione del problema. Sarete esauditi!”

La malattia

Quando si ammalò seriamente, ebbi l'impressione (rivelatasi poi infondata) che pochi si ricordassero del Lama chiaroveggente che aveva aiutato migliaia di persone a guarire da una malattia grave, a scegliere il giusto partner nel matrimonio, ad avviare un business di successo, a superare un esame difficile, a scegliere l'ospedale più efficiente per una operazione delicata, ad uscire dallla depressione… L'elenco riempirebbe diverse pagine.

In quei momenti, soprattutto i familiari e gli studenti del Progetto Alice gli sono stati vicini non solo con espressioni di solidarietà, ma concretamente e discretamente. Lama era rimasto molto commosso dal nostro intervento e non si stancava di ripeterlo a tutti quelli che recavano a fargli visita. Era talmente convinto che stavamo facendo una cosa straordinaria, che ripeteva il mio nome e quello del mio segretario perfino durante il sonno.

Festa dell”indipendenza: festa del commiato dagli studenti del Progetto Alice

Vinod, il segretario del Progetto Alice, con Lama, il 15 Agosto 2004
Il 15 agosto, festa dell'Indipendenza, Lama volle a tutti i costi partecipare all'annuale cerimonia organizzata dagli studenti della scuola, nonostante il suo grave stato di salute.
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Arrivò puntuale, sostenuto da un monaco attendente e dai nostri studenti anziani. Sembrava tornato il Lama di una volta ! Sorridente, scherzoso, sereno. Ho le foto di quel giorno davanti a me, mentre scrivo queste pagine. Sono meravigliose e commoventi.

Lama continuò per tutto il tempo a benedire gli studenti, alzando la mano destra e recitando preghiere.

Poi, cominciò ad accarezzare i piccoli dell'asilo, imponendo loro le mani sul capo.

Sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo incontro.

Accettò quindi di rivolgere un breve discorso. Temevo che non ce la facesse. Da giorni, non riusciva più a parlare normalmente, ma sussurrava le parole.

Quel giorno, prese il microfono e la sua voce tornò forte e convincente. “ Cari studenti, voi siete fortunati di studiare in questa scuola, che è unica …” Finito il discorso, gli chiedemmo se volesse tornare al monastero, temendo per la sua salute.

Disse che voleva restare. Continuò a benedire e sorridere guardando lo show che era stato preparato per la festa. “Lama è tempo di tornare!” insisteva Vinod.

“No! No!” ripeteva Lama. Era chiaro che non riusciva a staccarsi dai bambini e dalla scuola, che nacque con lui, dieci anni fa. Lama seguì tutti i passi di questa avventura del Progetto Alice , dal 1993 fino all'ultimo giorno della sua vita.

Una foto storica. Marzo 1994. Ghose Lama arriva, per la prima volta, nel terreno di Guroupur, dove sorgera' la scuola .

Fu lui, tramite le sue divinazioni, a consigliare le decisioni più importanti relative all'acquisto del terreno, alla locazione della scuola, la scelta dei collaboratori, le cause in tribunale, gli interventi educativi più appropriati per gli studenti difficili, come comportarsi con le Autorità locali, come curare gli studenti colpiti da gravi malattie (e salvare loro la vita!), come superare la mia crisi depressiva per un Visto negato, dove e come costruire i vari Templi cristiani, induisti, buddhisti e le nuove aule. Incoraggiò con tutte le sue forze i fondatori della scuola affinchè continuassero le loro ricerche per una educazione olistica, dove, accanto alle materie tradizionali, vengono insegnate la consapevolezza, l'autoconoscenza, la meditazione, yoga, la mitologia e la storia di tutte le religioni. Ripeteva agli studenti :“Siete fortunati a studiare in questa scuola speciale dove si insegnano non sole le materie scolastiche ma anche il dharma!”

Partecipò a decine di cerimonie relative alla posa della prima pietra per il Progetto Alice.

La prima pietra

Apro una parentesi di ricordi, a proposito di questa cerimonia della prima pietra, che è comune a tutte le religioni. Lama arrivava con la sua borsa di tela contenente gli strumenti rituali e riempiva un vaso con riso benedetto, vecchie monete, pietre più o meno preziose e pillole sacre.

Marzo 1994. Lama benedice lo scavo per le fondamenta della prima aula del Progetto Alice

Poi cominciava il rituale che durava circa un'ora. Alla fine, il vaso veniva sigillato e cementato nelle fondamenta della nuova costruzione. Mi spiegarono che la cerimonia serviva a pacificare gli spiriti della Terra che erano disturbati dalla nuova costruzione. Oltre a chiedere il loro permesso per il lavoro degli operai, Lama offriva loro dei doni, chiedendo la loro protezione e il loro aiuto.

Giugno 1994. (A sinistra) Lama posa con i monaci dopo aver ultimato la cerimonia di benedizione delle nuove aule.

Luglio 1994. (A destra). Lama interviene alla cerimonia di apertura della scuola e benedice i primi 70 studenti

Tornando alle divinazioni di Lama, mi viene alla mente un episodio, tra i tanti, che dimostra quanto fosse unico questo anziano Monaco tibetano e quanto fosse prezioso per la nostra scuola e l'intera comunictà di Sarnath.

Salva la vita ad una bambina con il tetano

Lo scorso anno, durante le vacanze estive, venni informato che una bambina, nostra studente delle elementari, era grave e si trovava in pericolo di vita per tetano. Era arrivata all'ultimo stadio della malattia, caratterizzato da terribili contrazioni muscolari e perdita di coscienza.. Il padre aveva tentato di portarla in un ospedale privato, ma era stata rifiutata (chi avrebbe pagato le spese per questo caso disperato?). Il nostro assistente sociale andò a trovarla nella sua casa. La bambina giaceva in una branda, esausta e senza alcun trattamento. Nel delirio, chiamava le sue compagne di classe: “Voglio vederle per l'ultima volta !” ripeteva.

La scuola si fece carico delle spese ospedaliere e la piccola fu riportata in un ospedale privato. Ancora una volta , i medici si rifiutarono di prenderla in cura:

“La prognosi è negativa! Non riuscirà a sopravvivere!” dissero. Le diedero solo il 2 per cento di probabilità di sopravvivere. Temevano che, in caso di morte (che per loro era sicura), anche noi non avremmo pagato il conto. Cercammo un altro ospedale che accolse la bambina dopo il versamento di una sostanziosa cauzione. Anche qui, ci diedero speranze quasi zero.

Mi recai da Gose Lama per un consiglio: “Che fare? È davvero così brutta la situazione come dicono i medici? Vale davvero la pena di spendere un patrimonio per curare un caso disperato? ”

Lama controllò e poi disse: “La bambina vivrà!”

Rassicurati da questa profezia, chiedemmo ai medici di iniziare la costosa terapia.

I giorni passarono. Il quadro clinico non accennava a migliorare. Le dolorose contrazioni muscolari continuavano. La bambina era esausta e soffriva terribilmente. Dopo quindici giorni, Arjun, il responsabile del settore sociale della scuola, mi disse che non ce la faceva più ad assistere, impotente, al dolore della piccola. “Temo che abbiamo perso la battaglia!” disse. Era un implicito invito a smettere l'accanimento terapeutico sul corpo della bambina.

Tornai da Lama. “Lama, la bambina sta sempre peggio, che cosa facciamo?”

Lama controlla ancora.

“Perchè non volete credermi? La bambina guarirà!”

Chiedemmo ai medici di non smettere la terapia, ma con molta incertezza ed esitazione. Per la prima volta , pensavamo che Lama si fosse sbagliato.

Dopo circa 20 giorni, Arjun mi diede la bella notizia:

“I medici dicono di avere sotto controllo la malattia!”

Ringraziai Lama con tutto il cuore. La bambina gli deve la vita!

Mercoledì 8 Settembre

(Giorno della cremazione)

Oggi è il giorno più difficile. I nostri studenti anziani hanno trascorso la notte recitando ininterrottamente il mantra consigliato da Lama, poco prima di morire. Sono stati formati dei gruppi di tre studenti che sono impegnati in sessioni di mezz'ora. Il ritiro durerà 24 ore, senza interruzione nella recitazione del mantra. Verso le due di notte, mi sono recato nella stanza di meditazione per controllare la situazione. Due studenti e un insegnante erano concentrati nella recitazione della preghiera, mentre un terzo era …collassato e dormiva steso sul pavimento, ma senza perdere la presa della mala (corona)! Chissà che sogni stava facendo! Naturalmente, non l'ho disturbato.

Oggi gli alunni delle elementari e delle medie sono in vacanza. C'è silenzio questa mattina nella scuola. È un brutto giorno per noi.

I monaci dell'Università Tibetana hanno consultato gli astrologi di Daramsala (dove vive il Dalai Lama e ha sede il Governo in esilio Tibetano) per vedere quale fosse l'ora migliore per rimuovere la salma di Gose Lama dalla sua stanza, dove è vissuto per 50 anni. Il responso è stato: alle sette del mattino. Ma i monaci della Maha Bodhi a quell'ora non erano pronti per la cerimonia di addio al lama. Nuovo consulto con Daramsala e la data viene spostata alle dieci in punto del mattino.

Le profezie

Fa caldo. Da settimane non piove. Il monsone è scomparso, lasciando nella disperazione i contadini che stanno perdendo quasi totalmente i raccolti. Lama ripeteva spesso che ci aspettano tempi difficili. Ogni tanto si lasciava andare a profezie che facevano rabbrividire. “ Una volta mi dicevano che l'inferno è sotto terra. Ora l'inferno sta per salire alla superficie. E io salirò più in alto !”

“Lama, che cosa vuoi dire?”

Ho già visto molta sofferenza nella mia vita, non posso sopportarne altra !”

Pressato per maggiori informazioni, spiegava che ci aspetta una ribellione della Natura che causerà carestie, inondazioni, incendi… Esattamente quello che sta accadendo in diverse parti del mondo, in questi giorni!

“Che fare, Lama?” chiedevamo, impauriti.

Niente, non dipende da voi. Tutti soffriranno !”

Poi ci consolava dicendo che la scuola sarebbe sopravvissuta e continuava a insistere sulla scelta della non violenza, sulla necessità di avere una motivazione positiva, sul buon cuore, sull'importanza di fare del bene disinteressatamente e praticare il dharma. Diceva che gli Hindu stavano dimenticando la loro religione e questo avrebbe portato molta sofferenza in futuro.

Dopo la tragedia dell'11 settembre, ci chiamò. Era preoccupatissimo. Ci consigliò di intensificare le preghiere. Gli studenti risposero sempre in modo meraviglioso ai consigli di Lama, senza ostilità. Ma la preoccupazione maggiore fu quando i terroristi attaccarono il Parlamento, a Delhi . Lama consigliò di mandare via tutti i volontari e chiese anche a me di lasciare l'India. Mi sentii male e anche un pò vile. Non volevo lasciare i miei studenti soli. Volevo condividere …il futuro, qualunque esso fosse. Lama disse che sarei stato più utile in Italia.

Sembrava che l'India e il Pakistan fossero sul punto di dichiararsi Guerra. E sarebbe stata una guerra atomica! Lama ne era convinto (scopriremo poi che anche gli americani ne erano convinti e riuscirono a bloccare l'olocausto in tempo!).Lama consigliò di procurare una scorta di cibo e medicine. “ La fame, la carestia saranno il problema più grande !” spiegava.

Alcuni giorni prima di andarsene, tornò a visitare la scuola. I bambini non c'erano. Non sentiva quasi più e parlava con estrema fatica. Improvvisamente buttò lì questa espressione misteriosa:

Voi sopravviverete !”

Tutto questo mi torna alla mente oggi, incontrando Lama, per l'ultima volta , nella sua stanza, prima che venga rimosso.

Un altro flash.

Venerdì 3 Settembre, sono andato a salutarlo, prima di partire per Bodhgaya. L'ho trovato molto peggiorato. Da due giorni aveva smesso completamente di parlare. Sono rimasto con lui il più possible.

Quando stavo per andarmene, Lama ha fatto un cenno a Vinod che si è avvicinato al suo volto, raccogliendo le sue parole.

“Ha detto che sta per morire!” ha tradotto Vinod.

Poi Lama ha attirato la mia attenzione e mi ha mostrato il police teso in alto, per due volte. È il segno di chi augura (o profetizza) vittoria . È stato il suo ultimo generoso messaggio al Progetto Alice.

L'omaggio dei Capi religiosi

Il cortile del monastero è stato invaso da migliaia di studenti della Maha Bodhi di Sarnath. Sono venuti anche i leaders religiosi dei principali monasteri di cui Lama ha benedetto la posa della prima pietra.

Ognuno recita la preghiera dei morti, secondo la propria tradizione religiosa. Il monaco giapponese ritma con il tamburo un canto che penetra in profondità. “Riposa nella pace del dharma!” questo l'augurio di tutti i capi religiosi.

Ho anch'io una telecamera. Non ho resistito al richiamo del mio vecchio mestiere di giornalista televisivo.

Riprendo e penso.

Vinod, il mio segretario, ha le lacrime agli occhi. “Ogni volta che penso agli incontri con Lama, mi gira la testa!” confida. La sua sensibilità e sincerità mi commuovono. Ora capisco perchè Lama l'ha voluto vicino nel momento più importante della sua vita!

Poco distante, c'è il monaco che l'ha accudito e ha assistito, con Vinod, al trapasso. Se ne sta in disparte e piange sommessamente.

È arrivato il momento della partenza. Lama lascia la sua stanza per sempre.

Guida la processione la vedova del fratello di Lama, che ha ora la responsabilita' del monastero sulle sulle sue spalle.

Lama viene portato di fronte al suo Tempio dove riceve l'omaggio dei leaders religiosi, dei tibetani e dei rappresentanti della popolazione di Sarnath.

Gli studenti del Progetto Alice intervengono all'ultimo momento, per accompagnare la salma fuori dal monastero. Una pioggia di fiori cade sulla bara.

Lama lascia il suo monastero.

Viene accompagnato per le vie di Sarnath fino all'ingresso del Tempio della Maha Bodhi che visitava puntualmente ogni giorno, alle quattro del mattino.

Tutti i negozi di Sarnath sono chiusi. Anche i poveri hanno rinunciato al guadagno della giornata.

E' un segno di rispetto per quest'uomo eccezionale che è diventato l'immagine di Sarnath, dopo lo Stupa: il simbolo dell'amore per ogni creatura; il simbolo della sofferenza dei Tibetani in esilio e del loro desiderio di riscatto e del sogno di libertà.

Il simbolo di un vecchio Tibet che non c'è più.

Il simbolo della santità di un monaco umile che non aveva studiato filosofia e dibattito, ma parlava con il cuore e riusciva a tradurre in modo semplice i messaggi di Bagavan al popolo confuso di questo kaliuga (epoca degenerata, secondo le profezie): “Voletevi bene e non fatevi del male!”

Gente di Sarnath attende in strada il corteo funebre.

La gente comune di Sarnath ha capito questo e, spontanemanete, senza alcuna pressione, ha inviato una delegazione al District Magistrate per chiedere che la cremazione, in via eccezionale, fosse effettuata a Sarnath. Il permesso è stato negato, “ per non creare pericolosi precedenti ”.

Commercianti, professionisti, gente comune di Sarnath in preghiera.

La gente, allora, ha organizzato, come abbiamo già accennato, l'addio al loro “Gurji” astendendosi dal lavoro e chiudendo tutte le attività commerciali (negozi, uffici) offrendo, in questo modo, un farewell senza retorica, silenzioso, sincero

Il viaggio a Sarnath è finito. Ora c'è quello definitivo verso il Gange dove verrà effettuata la cremazione.

Il corteo è composto di circa 500 persone, per lo più monaci e laici tibetani, gli studenti del Progetto Alice, i giovani monaci della Maha Bodhi Society con i loro Maestri, negozianti e gente commune di Sarnath

Finalmente arriviamo a Benares, al ghat della cremazione.

Centinaia di monaci intonano le preghiere affinchè Lama ottenga un'altra rinascita fortunata e possa tornare a beneficiare ancora gli esseri che soffrono in questo Sansara.

Vecchi amici di Benares aspettano Lama per l'ultimo saluto.

In disparte, quasi nascosto, c'è anche il ragazzino indiano che ha lavorato per diversi anni per il monastero di Guruji. Pochi si accorgono del suo dolore e dei suoi occhi lucidi.

La legna è pronta. Il volto di Lama viene scoperto. È bello , come sempre. Non ho più coraggio di guardare direttamente..

Attraverso la mia telecamera vedo il fumo levarsi dalla legna abbondantemente impregnata di burro e olio.

Guardo i volti tristi dei miei studenti e della gente che ha amato Guru-ji.

Guardo il fiume sacro che scorre lento a pochi metri e mi viene in mente un'ultima profezia di Lama, fatta una decina di giorni prima di morire.

Chiamò Vinod e bisbigliò qualcosa.“Che cosa ha detto?”

“Mi ha detto di dirti che, dopo la morte, tornerà nella nostra scuola!”

Guruji ti stiamo aspettando assieme alla gente di Sarnath che non ti dimenticherà mai.

Le ultime foto di Lama con gli studenti del Progetto Alice (!5 Agosto, 2004)

 

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