|
|
 |
 |
 |
| |
GHOSE LAMA
IL SANTO DI SARNATH
Breve cronaca degli ultimi giorni, dei suoi
miracoli, delle sue profezie e del suo testamento
spirituale . I ricordi della gente e degli studenti del
Progetto Alice.
.
“ Puoi trovare Lama sempre tra la
gente oppure nelle assemblee religiose. Mentre cammina sulla
strada, viene spesso scambiato per una replica vivente del
Buddha che sorride. Si trova a suo agio sia con i govani che
con gli adulti. Nel suo modo caratteristico, viene visto
conversare e giocare con i bambini e poi parlare con gli
studenti, i paesani, gli operai, gli artigiani, i
commercianti… La sua popolarità è la sua debolezza che
non gli permette di riposare. A differenza di molti altri
religiosi, non ama la solitudine…”
(Da una pubblicazione della Maha Bodi)
|
.
Ghose Lama
(Dal diario di V. Giacomin
.

5 Settembre 2004
“L'energia vitale è finita”
Questa mattina mi sono recato da un alto Lama
di Bodhgaya per chiedergli una divinazione riguardo alla salute
dell'anziano Gose Lama, presidente della nostra Società,
Awakening Special Universal Education – Alice Project.
Il Lama ha pregato per una decina di minuti,
poi ha gettato i dadi per la divinazione.
“L'energia vitale di Lama è finita. Ora vive solo grazie
al karma…” ha spiegato il Lama-oracolo. Voleva dire che
Gose Lama sopravviveva solo grazie al potere delle nostre
preghiere e alla sua gentilezza verso di noi. Era come se si
fosse preso del tempo extra per completare la sua missione su
questa terra.
Domandai al Lama-oracolo che cosa consigliava
di fare. Disse di chiedere ai monaci di Sarnath di fare una puja
speciale:
“ Quella puja risolverà la situazione: o
farà uscire Lama dallo stato di malattia e sofferenza in cui si
trova ora, oppure ….”
Capii che cosa Lama voleva dire: “… o
guarisce oppure verrà aiutato ad avere una morte serena!”
I monaci hanno inizato la puja subito dopo, nel
Tempio di Gose Lama, a Sarnath.
6 Settembre 2004
Triste notizia
Oggi la triste notizia: Gose Lama è passato
all'una e sedici minuti del pomeriggio.
È come se fossero crollate le mura della
scuola, lasciandoci “scoperti”. Mi sento, per la prima volta
in dieci anni di lavoro in India , solo, indifeso, esposto.
Oggi, Sarnath e il Progetto Alice hanno perso il protettore, il
padre spirituale, l'amico, la guida.
In un certo senso, mi pare di aver perso
l'orientamento, perchè Lama era la nostra bussola che ci
indicava sempre la direzione sicura da prendere quando c'era
tempesta sul… cielo della scuola.
Mi riprendo solo quando un mio studente mi fa
notare che Lama è passato in un giorno di grande auspicio. Me
n'ero dimenticato.
Oggi è un giorno speciale per i nostri studenti
che stanno aspettando la nascita del loro Dio Krishna e sono
impegnati a preparare il presepe induista, nelle loro
case e a scuola.
Dunque, Lama è uscito di scena nel giorno più amato dai bambini: il Natale hindu , in un torrido pomeriggio di
settembre. Poteva sceglieree un altro giorno sacro ai Buddhisti,
ma, a mio avviso, ha voluto essere coerente fino in fondo con le
sue idee: tutte le religioni sono importanti e, se praticate
seguendo la via del Cuore, portano alla Salvezza. Amava ripetere : “ Non sono le religioni la cause dei problemi, ma la
confusione creata dalle persone!”
“C'è una sola religione: quella della
compassione!” questo il semplice, ma profondo
messaggio lasciato ai nostri studenti.
Altri ricordi percorrono la mente nella
confusione di queste ore tristi. Gose Lama era un tibetano anomalo.

Amava profondamente l'India e la sua religione.
Non stupisce, quindi, che abbia scelto proprio il Natale hindu
per la sua nuova nascita. Questo era Gose Lama: un Santo come
Sai Baba di Sirdhi , che sembrava essere andato oltre le
religioni.

I nostri studenti iindu si recavano da lui
quando avevano dei problemi. Lama faceva le divinazioni, usando
il suo rosario , e ripetendo continuando il nome del
richiedente, spesso storpiandolo, perchè non l'aveva sentito
bene, a causa della sua sordità. Alla fine, però, la
divinazione era chiara e sapeva dare delle indicazioni precise
su che cosa fare per superare gli ostacoli. Agli studenti hindu
consigliava preghiere in relazione alla loro tradizione e spesso
li mandava in pellegrinaggio presso i luoghi sacri di Shiva,
Ganesh o Kali. Credeva nel potere della preghiera e della fede,
non importa la Divinità che veniva pregata. Per lui era
importante pregare.
Messaggio da Sarnath : rispetto per
tutte le religioni

Lama prega presso un Tempio induista, a
Varanasi .
Per questo, quando veniva a visitare la nostra
scuola, si fermava in raccoglimento presso il Tempio di Ganesh,
la Statua della Madonna con il Bambino e lo Stupa… Era un modo
per insegnare, con l'esempio, agli studenti e ai docenti il
rispetto per tutti i simboli religiosi. Un lama interculturale,
interreligioso, multietnico, lo definirebbero i sociologi
occidentali. Un Lama perfetto per la moderna società telematica, nonostante i suoi ottant' anni.
È uscito di scena discretamente, umilmente,
come era vissuto.
Ha scelto, come testimoni del suo commiato, due
giovani: un Monaco buddhista e il segretario della nostra
scuola, Vinod, un giovane induista, che aveva una speciale
connessione con lui.
Negli ultimi tempi, Lama non voleva vedere
nessun estraneo, tranne Vinod, il sottoscritto e gli studenti
del Progetto Alice .
Per 50 anni, Lama lavorò soltanto per la
comunità di Sarnath, dove aveva costruito il suo monastero,
costato sangue.
Negli ultimi mesi, continuava a ripetermi: “Non
ti preoccupare per le difficoltà che stai incontrando per la
scuola… Anch'io ho sofferto tanto e ho dovuto perfino
mendicare per sopravvivere”.
Non stava esagerando. Più volte è stato derubato di tutto
quello che aveva. La burocrazia Indiana non gli ha mai
regalato nulla.

Ghose Lama con i pandits, durante il Kumba
Mela, in Allahabad, nel 2001
Non è stato facile conquistare la fiducia e il
rispetto della popolazione locale, che, per istinto, diffida di
mistici e santi… Sarnath ha una storia che risale ai tempi di
Budda, 2500 anni fa. Nel DNA della gente comune c'è la memoria
di millenni di esperienze religiose: monaci, monache, yogi,
santi veri, santi falsi, impostori e illuminati…
“Sono vere la semplicità di questo Monaco
tibetano, la sua umiltà e disponibilità, oppure è una
maschera, una messa in sc na, come spesso accade negli ambienti
religiosi?” si chiedeva e la gente di Sarnath.
Lo Stupa e Gose Lama
Ci sono voluti molti lustri per convincere la
popolazione locale che Gose Lama era tutto vero, anche quando
sbagliava, per ingenuità. E diventò il brand di Sarnath: lo
Stupa e Gose Lama che benediva tutti, animali compresi,
sorridendo sempre .
Tutti conoscono l'amore di Lama per gli animali del Parco
delle Gazzelle e per quelli, meno fortunati, della strada o
dell'acqua..

A Varanasi , nel ghat nei pressi di Godolya, tutti
conoscono “Guru-ji”. Per decenni, ha liberato nel Gange
quintali e quintali di pesci, dopo averli benedetti, recitando
mantra e gettando nell'acqua riso e pillole sacre..
Accompagnava personalmente i cesti di pesci fino al centro del
fiume e poi li gettava in acqua, in posto lontano dale reti
dei peascatori. Dopo aver liberato i pesci, Lama tirava fuori
dalla sua borsa di tela un sacchetto di monete e le
distribuiva personalmente a tutti i mendicanti che incontrava
sui gradini del ghat.
Ogni mattina, prima dell'alba, si alzava
per andare allo Stupa, ma prima dava da mangiare a decine
e decine di cani randagi che lo aspettavano pazientemente
al cancello del monastero.
Un giornalista mi racconta che i cani avevano
avvertito la fine del loro amico e la notte prima
avevano pianto per diverse ore. Gli hindu
credono che gli animali annuncino la morte delle
persone. Dopo averlo sperimentato personalmente, in
occasione della morte di una nostra ex alunna, non ho
difficoltà a credere alla saggezza popolare.
(7 Settembre 2004)
Il vuoto nella scuola
Ho viaggiato di notte per tornare in fretta a Sarnath
da Bodhgaya per rendere omaggio al mio Maestro e Padre.
La scuola non risuona delle solite grida festose dei
bambini che giocano. Respingo le lacrime per non
aumentare la depressione degli studenti.
Mentre scrivo questi appunti, decine e decine di
persone stanno rendendo omaggio alla salma: docenti
universitari, politici, professionisti, povera gente, i
ragazzi di strada… Non sono mancati i rappresentati
delle altre religioni: musulmani, jainisti, buddhisti di
differenti tradizioni e i cristiani. Questi ultimi hanno
pregato commossi e ricordato la stima che Lama aveva per
la loro religione.
Lo ripeteva spesso: “ Dobbiamo imparare dai
cristiani a lavorare per gli altri !” Decine di
volte abbiamo ascoltato il suo racconto relativo ad un
incidente ferroviario, accaduto a Siliguri, con molti
morti e feriti. Lama stava tornando da un
pellegrinaggio. “C'erano centinaia di morti e
moltissimi feriti – raccontava Lama .- che si
lamentavano, tra l'indifferenza dei curiosi.
Improvvisamente, dalla vicina Missione, arrivarono i
cristiani, che prestarono immediatamente i primi
soccorsi ai feriti, incuranti di sporcarsi le mani e i
vestiti di sangue !”
Fu quell'episodio che ispirò Lama a dedicare la
propria vita per gli altri.
Quando parlava dei cristiani, citava sempre questo
episodio, dimenticandosi di avercelo già raccontato
numerose volte. Ma non era noioso riascoltarlo, perchè ci metteva il cuore nelle parole, trasmettendoci il
desiderio di imitare i cristiani e lui stesso .
Gli alti prelati della Mahabody
Society (buddhisti Theravada), con la quale Lama
collaborò sin dal 1955, hanno mandato una decina di
giovani monaci a vegliare la salma. Lama lavorò molto
per questa Società, fino agli ultimi mesi della sua
vita, partecipando a tutte le manifestazioni,
cerimonie, convegni organizzati dalla Società.
.

Ghose Lama al Tempio di Sarnath, in
occasione dei festeggiamenti per
il compleanno, organizzati dalla Maha
Bodhi.
Va riconosciuto alla Maha Bodhi il
merito di aver, almeno, pensato di onorare Lama prima
che se ne andasse. Lo fece in occasione del 139
Anniversario della nascita del fondatore della Maha
Bodhi Society, il Bodhisattva Angarika Dharmapala,
grazie alla donazione di uno sponsor straniero.

Lama con H.H. Karmapa, in visita
alla scuola del Progetto Alice
Lama non riusciva a dire di no a nessuno.
Un episodio mi torna alla mente, a questo proposito.
L'anno scorso la sua vista peggiorò sensibilmente e i
medici consigliarono un intervento per rimuovere la
catarrata che aveva in entrambi gli occhi. Dopo
l'operazione, i medici ordinarono riposo assoluto. Tre
giorni dopo, non lo trovammo nella sua stanza. Ci dissero
che era stato invitato da una Associazione di Sarnath in
un altro paese, lontano diversi chilometri. Lama tentò di
spiegare che non poteva andare, ma tanta fu l'insistenza
dei rappresentanti della Società che, alla fine, Lama,
come al solito, non riuscì a dire di no. Il risultato fu
che perse quasi completamente l'uso di un occhio.
Non faceva calcoli economici di
convenienza. Quando qualcuno si rivolgeva a lui per delle
preghiere, scriveva il suo nome e, a volte, chiedeva la
fotografia e poi andava a pregare presso lo Stupa di
Sarnath, ripetendo i nomi, e portando le foto infilate in
una tasca della veste. All'inizio non riuscivo a
comprendere perchè portasse le foto con sè, quando
andava a fare le circuambulazioni attorno al famoso Stupa
di Sarnath. Poi capii: era un modo per condividere i
meriti della circuambulazione. Era come se chi gli era
stato affidato fosse fisicamente presente a pregare,
offrire riso, incenso, luce… Spesso, dopo le sue
preghiere, le persone che si erano affidate a lui si
sentirono meglio. Molti superarono definitivamente i loro
problemi. Miracoli? Io credo di sì, anche se si trattava
di eventi rari.
Forse pochi si sono resi conto del
miracolo che Lama compiva ogni giorno attraverso il lavoro
sociale e di counseling nel suo monastero, dove riceveva
decine e decine di persone ogni giorno. Tutti uscivano
dalla sua stanza rasserenati, fiduciosi, rassicurati. Ai
più bisognosi, Lama offriva delle speciali protezioni che
lui stesso aveva confezionato. “Sono piene di
reliquie e preghiere!” spiegava. “Quando
siete in difficoltà e non sapete che cosa fare, prendete
la protezione e mettetela sulla fronte, pregando e
chiedendo ispirazione per la soluzione del problema.
Sarete esauditi!”
La malattia
Quando si ammalò seriamente, ebbi
l'impressione (rivelatasi poi infondata) che pochi si
ricordassero del Lama chiaroveggente che aveva aiutato
migliaia di persone a guarire da una malattia grave, a
scegliere il giusto partner nel matrimonio, ad avviare un
business di successo, a superare un esame difficile, a
scegliere l'ospedale più efficiente per una operazione
delicata, ad uscire dallla depressione… L'elenco
riempirebbe diverse pagine.
In quei momenti, soprattutto i familiari e
gli studenti del Progetto Alice gli sono stati vicini non
solo con espressioni di solidarietà, ma concretamente e
discretamente. Lama era rimasto molto commosso dal nostro
intervento e non si stancava di ripeterlo a tutti quelli
che recavano a fargli visita. Era talmente convinto che
stavamo facendo una cosa straordinaria, che ripeteva il
mio nome e quello del mio segretario perfino durante il
sonno.
Festa dell”indipendenza: festa
del commiato dagli studenti del Progetto Alice

Vinod, il segretario del Progetto Alice, con Lama, il
15 Agosto 2004
Il 15 agosto, festa dell'Indipendenza, Lama volle a
tutti i costi partecipare all'annuale cerimonia
organizzata dagli studenti della scuola, nonostante
il suo grave stato di salute.
.
Arrivò puntuale, sostenuto da un monaco
attendente e dai nostri studenti anziani. Sembrava tornato il
Lama di una volta ! Sorridente, scherzoso, sereno. Ho le foto
di quel giorno davanti a me, mentre scrivo queste pagine. Sono
meravigliose e commoventi.

Lama continuò per tutto il tempo a benedire
gli studenti, alzando la mano destra e recitando preghiere.

Poi, cominciò ad accarezzare i piccoli
dell'asilo, imponendo loro le mani sul capo.
Sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo
incontro.

Accettò quindi di rivolgere un breve
discorso. Temevo che non ce la facesse. Da giorni, non
riusciva più a parlare normalmente, ma sussurrava le parole.

Quel giorno, prese il microfono e la sua voce
tornò forte e convincente. “ Cari studenti, voi siete
fortunati di studiare in questa scuola, che è unica …” Finito il discorso, gli chiedemmo se volesse tornare al
monastero, temendo per la sua salute.

Disse che voleva restare. Continuò a benedire
e sorridere guardando lo show che era stato preparato per la
festa. “Lama è tempo di tornare!” insisteva Vinod.

“No! No!” ripeteva Lama. Era chiaro che
non riusciva a staccarsi dai bambini e dalla scuola, che
nacque con lui, dieci anni fa. Lama seguì tutti i passi di
questa avventura del Progetto Alice , dal 1993 fino all'ultimo
giorno della sua vita.

Una foto storica.
Marzo 1994. Ghose Lama arriva, per la prima volta, nel terreno
di Guroupur, dove sorgera' la scuola .
Fu lui, tramite le sue divinazioni, a consigliare le
decisioni più importanti relative all'acquisto del terreno,
alla locazione della scuola, la scelta dei collaboratori, le
cause in tribunale, gli interventi educativi più
appropriati per gli studenti difficili, come comportarsi con
le Autorità locali, come curare gli studenti colpiti da
gravi malattie (e salvare loro la vita!), come superare la
mia crisi depressiva per un Visto negato, dove e come
costruire i vari Templi cristiani, induisti, buddhisti e le
nuove aule. Incoraggiò con tutte le sue forze i fondatori
della scuola affinchè continuassero le loro ricerche per
una educazione olistica, dove, accanto alle materie
tradizionali, vengono insegnate la consapevolezza, l'autoconoscenza,
la meditazione, yoga, la mitologia e la storia di tutte le
religioni. Ripeteva agli studenti :“Siete fortunati a
studiare in questa scuola speciale dove si insegnano non
sole le materie scolastiche ma anche il dharma!”

Partecipò a decine di cerimonie relative alla
posa della prima pietra per il Progetto Alice.
La prima pietra
Apro una parentesi di ricordi, a proposito di questa
cerimonia della prima pietra, che è comune a tutte le
religioni. Lama arrivava con la sua borsa di tela contenente
gli strumenti rituali e riempiva un vaso con riso benedetto,
vecchie monete, pietre più o meno preziose e pillole sacre.

Marzo 1994. Lama
benedice lo scavo per le fondamenta della prima aula del
Progetto Alice
Poi cominciava il rituale che durava circa
un'ora. Alla fine, il vaso veniva sigillato e cementato nelle
fondamenta della nuova costruzione. Mi spiegarono che la
cerimonia serviva a pacificare gli spiriti della Terra che
erano disturbati dalla nuova costruzione. Oltre a chiedere il
loro permesso per il lavoro degli operai, Lama offriva loro
dei doni, chiedendo la loro protezione e il loro aiuto.

Giugno 1994. (A sinistra)
Lama posa con i monaci dopo aver ultimato la cerimonia di
benedizione delle nuove aule.
Luglio 1994. (A
destra). Lama interviene alla cerimonia di apertura della
scuola e benedice i primi 70 studenti
Tornando alle divinazioni di Lama, mi viene
alla mente un episodio, tra i tanti, che dimostra quanto fosse
unico questo anziano Monaco tibetano e quanto fosse prezioso
per la nostra scuola e l'intera comunictà di Sarnath.
Salva la vita ad una bambina con il
tetano
Lo scorso anno, durante le vacanze estive,
venni informato che una bambina, nostra studente delle
elementari, era grave e si trovava in pericolo di vita per
tetano. Era arrivata all'ultimo stadio della malattia,
caratterizzato da terribili contrazioni muscolari e perdita di
coscienza.. Il padre aveva tentato di portarla in un ospedale
privato, ma era stata rifiutata (chi avrebbe pagato le spese
per questo caso disperato?). Il nostro assistente sociale andò
a trovarla nella sua casa. La bambina giaceva in una branda,
esausta e senza alcun trattamento. Nel delirio, chiamava le
sue compagne di classe: “Voglio vederle per l'ultima volta
!” ripeteva.
La scuola si fece carico delle spese
ospedaliere e la piccola fu riportata in un ospedale privato.
Ancora una volta , i medici si rifiutarono di prenderla in
cura:
“La prognosi è negativa! Non riuscirà a
sopravvivere!” dissero. Le diedero solo il 2 per cento di
probabilità di sopravvivere. Temevano che, in caso di morte
(che per loro era sicura), anche noi non avremmo pagato il
conto. Cercammo un altro ospedale che accolse la bambina dopo
il versamento di una sostanziosa cauzione. Anche qui, ci
diedero speranze quasi zero.
Mi recai da Gose Lama per un consiglio: “Che
fare? È davvero così brutta la situazione come dicono i
medici? Vale davvero la pena di spendere un patrimonio per
curare un caso disperato? ”
Lama controllò e poi disse: “La bambina
vivrà!”
Rassicurati da questa profezia, chiedemmo ai
medici di iniziare la costosa terapia.
I giorni passarono. Il quadro clinico non
accennava a migliorare. Le dolorose contrazioni muscolari
continuavano. La bambina era esausta e soffriva terribilmente.
Dopo quindici giorni, Arjun, il responsabile del settore
sociale della scuola, mi disse che non ce la faceva più ad
assistere, impotente, al dolore della piccola. “Temo che
abbiamo perso la battaglia!” disse. Era un implicito invito
a smettere l'accanimento terapeutico sul corpo della bambina.
Tornai da Lama. “Lama, la bambina sta sempre
peggio, che cosa facciamo?”
Lama controlla ancora.
“Perchè non volete credermi? La bambina
guarirà!”
Chiedemmo ai medici di non smettere la
terapia, ma con molta incertezza ed esitazione. Per la prima
volta , pensavamo che Lama si fosse sbagliato.
Dopo circa 20 giorni, Arjun mi diede la bella
notizia:
“I medici dicono di avere sotto controllo la
malattia!”
Ringraziai Lama con tutto il cuore. La bambina
gli deve la vita!
Mercoledì 8 Settembre
(Giorno della cremazione)

Oggi è il giorno più difficile. I nostri
studenti anziani hanno trascorso la notte recitando
ininterrottamente il mantra consigliato da Lama, poco prima di
morire. Sono stati formati dei gruppi di tre studenti che sono
impegnati in sessioni di mezz'ora. Il ritiro durerà 24 ore,
senza interruzione nella recitazione del mantra. Verso le due
di notte, mi sono recato nella stanza di meditazione per
controllare la situazione. Due studenti e un insegnante erano
concentrati nella recitazione della preghiera, mentre un terzo
era …collassato e dormiva steso sul pavimento, ma senza
perdere la presa della mala (corona)! Chissà che sogni stava
facendo! Naturalmente, non l'ho disturbato.
Oggi gli alunni delle elementari e delle medie sono in
vacanza. C'è silenzio questa mattina nella scuola. È un
brutto giorno per noi.

I monaci dell'Università Tibetana hanno
consultato gli astrologi di Daramsala (dove vive il Dalai Lama
e ha sede il Governo in esilio Tibetano) per vedere quale
fosse l'ora migliore per rimuovere la salma di Gose Lama dalla
sua stanza, dove è vissuto per 50 anni. Il responso è stato:
alle sette del mattino. Ma i monaci della Maha Bodhi a
quell'ora non erano pronti per la cerimonia di addio al lama.
Nuovo consulto con Daramsala e la data viene spostata alle
dieci in punto del mattino.
Le profezie
Fa caldo. Da settimane non piove. Il monsone è scomparso, lasciando nella disperazione i contadini che
stanno perdendo quasi totalmente i raccolti. Lama ripeteva
spesso che ci aspettano tempi difficili. Ogni tanto si
lasciava andare a profezie che facevano rabbrividire. “ Una
volta mi dicevano che l'inferno è sotto terra. Ora l'inferno
sta per salire alla superficie. E io salirò più in alto !”
“Lama, che cosa vuoi dire?”
“ Ho già visto molta sofferenza nella
mia vita, non posso sopportarne altra !”
Pressato per maggiori informazioni, spiegava
che ci aspetta una ribellione della Natura che causerà
carestie, inondazioni, incendi… Esattamente quello che sta
accadendo in diverse parti del mondo, in questi giorni!
“Che fare, Lama?” chiedevamo, impauriti.
“ Niente, non dipende da voi. Tutti
soffriranno !”

Poi ci consolava dicendo che la scuola sarebbe
sopravvissuta e continuava a insistere sulla scelta della non
violenza, sulla necessità di avere una motivazione positiva,
sul buon cuore, sull'importanza di fare del bene
disinteressatamente e praticare il dharma. Diceva che gli
Hindu stavano dimenticando la loro religione e questo avrebbe
portato molta sofferenza in futuro.
Dopo la tragedia dell'11 settembre, ci chiamò.
Era preoccupatissimo. Ci consigliò di intensificare le
preghiere. Gli studenti risposero sempre in modo meraviglioso
ai consigli di Lama, senza ostilità. Ma la preoccupazione
maggiore fu quando i terroristi attaccarono il Parlamento, a
Delhi . Lama consigliò di mandare via tutti i volontari e
chiese anche a me di lasciare l'India. Mi sentii male e anche
un pò vile. Non volevo lasciare i miei studenti soli. Volevo
condividere …il futuro, qualunque esso fosse. Lama disse che
sarei stato più utile in Italia.
Sembrava che l'India e il Pakistan fossero sul
punto di dichiararsi Guerra. E sarebbe stata una guerra
atomica! Lama ne era convinto (scopriremo poi che anche gli
americani ne erano convinti e riuscirono a bloccare
l'olocausto in tempo!).Lama consigliò di procurare una scorta
di cibo e medicine. “ La fame, la carestia saranno il
problema più grande !” spiegava.
Alcuni giorni prima di andarsene, tornò a
visitare la scuola. I bambini non c'erano. Non sentiva quasi
più e parlava con estrema fatica. Improvvisamente buttò lì questa espressione misteriosa:

Tutto questo mi torna alla mente oggi,
incontrando Lama, per l'ultima volta , nella sua stanza, prima
che venga rimosso.
Un altro flash.
Venerdì 3 Settembre, sono andato a salutarlo,
prima di partire per Bodhgaya. L'ho trovato molto peggiorato.
Da due giorni aveva smesso completamente di parlare. Sono
rimasto con lui il più possible.
Quando stavo per andarmene, Lama ha fatto un
cenno a Vinod che si è avvicinato al suo volto, raccogliendo
le sue parole.
“Ha detto che sta per morire!” ha tradotto
Vinod.
Poi Lama ha attirato la mia attenzione e mi ha
mostrato il police teso in alto, per due volte. È il segno di
chi augura (o profetizza) vittoria . È stato il suo ultimo
generoso messaggio al Progetto Alice.
L'omaggio dei Capi religiosi

Il cortile del monastero è stato invaso da
migliaia di studenti della Maha Bodhi di Sarnath. Sono venuti
anche i leaders religiosi dei principali monasteri di cui Lama
ha benedetto la posa della prima pietra.

Ognuno recita la preghiera dei morti, secondo
la propria tradizione religiosa. Il monaco giapponese ritma
con il tamburo un canto che penetra in profondità. “Riposa
nella pace del dharma!” questo l'augurio di tutti i capi
religiosi.
Ho anch'io una telecamera. Non ho resistito al
richiamo del mio vecchio mestiere di giornalista televisivo.
Riprendo e penso.
Vinod, il mio segretario, ha le lacrime agli
occhi. “Ogni volta che penso agli incontri con Lama, mi gira
la testa!” confida. La sua sensibilità e sincerità mi
commuovono. Ora capisco perchè Lama l'ha voluto vicino nel
momento più importante della sua vita!

Poco distante, c'è il monaco che l'ha
accudito e ha assistito, con Vinod, al trapasso. Se ne sta in
disparte e piange sommessamente.

È arrivato il momento della partenza. Lama
lascia la sua stanza per sempre.

Guida la processione la vedova del fratello di
Lama, che ha ora la responsabilita' del monastero sulle sulle
sue spalle.
Lama viene portato di fronte al suo Tempio dove riceve
l'omaggio dei leaders religiosi, dei tibetani e dei
rappresentanti della popolazione di Sarnath.

Gli studenti del Progetto Alice intervengono
all'ultimo momento, per accompagnare la salma fuori dal
monastero. Una pioggia di fiori cade sulla bara.

Lama lascia il suo monastero.

Viene accompagnato per le vie di Sarnath fino
all'ingresso del Tempio della Maha Bodhi che visitava
puntualmente ogni giorno, alle quattro del mattino.

Tutti i negozi di Sarnath sono chiusi. Anche i
poveri hanno rinunciato al guadagno della giornata.

E' un segno di rispetto per quest'uomo
eccezionale che è diventato l'immagine di Sarnath, dopo lo
Stupa: il simbolo dell'amore per ogni creatura; il simbolo
della sofferenza dei Tibetani in esilio e del loro desiderio
di riscatto e del sogno di libertà.
Il simbolo di un vecchio Tibet che non c'è più.

Il simbolo della santità di un monaco umile
che non aveva studiato filosofia e dibattito, ma parlava con
il cuore e riusciva a tradurre in modo semplice i messaggi
di Bagavan al popolo confuso di questo kaliuga (epoca
degenerata, secondo le profezie): “Voletevi
bene e non fatevi del male!”

Gente di Sarnath attende
in strada il corteo funebre.
La gente comune di Sarnath ha capito questo e,
spontanemanete, senza alcuna pressione, ha inviato una
delegazione al District Magistrate per chiedere che la
cremazione, in via eccezionale, fosse effettuata a Sarnath.
Il permesso è stato negato, “ per non creare
pericolosi precedenti ”.

Commercianti,
professionisti, gente comune di Sarnath in preghiera.
La gente, allora, ha organizzato, come
abbiamo già accennato, l'addio al loro “Gurji”
astendendosi dal lavoro e chiudendo tutte le attività commerciali (negozi, uffici) offrendo, in questo modo, un
farewell senza retorica, silenzioso, sincero

Il viaggio a Sarnath è finito. Ora c'è quello
definitivo verso il Gange dove verrà effettuata la
cremazione.
Il corteo è composto di circa 500 persone, per lo più monaci e laici tibetani, gli studenti del Progetto Alice, i
giovani monaci della Maha Bodhi Society con i loro Maestri,
negozianti e gente commune di Sarnath

Finalmente arriviamo a Benares, al ghat
della cremazione.

Centinaia di monaci intonano le preghiere
affinchè Lama ottenga un'altra rinascita fortunata e
possa tornare a beneficiare ancora gli esseri che soffrono
in questo Sansara.

Vecchi amici di Benares aspettano Lama per
l'ultimo saluto.

In disparte, quasi nascosto, c'è anche il
ragazzino indiano che ha lavorato per diversi anni per il
monastero di Guruji. Pochi si accorgono del suo dolore e
dei suoi occhi lucidi.

La legna è pronta. Il volto di Lama viene
scoperto. È bello , come sempre. Non ho più coraggio di
guardare direttamente..

Attraverso la mia telecamera vedo il fumo
levarsi dalla legna abbondantemente impregnata di burro e
olio.

Guardo i volti tristi dei miei studenti e
della gente che ha amato Guru-ji.

Guardo il fiume sacro che scorre lento a
pochi metri e mi viene in mente un'ultima profezia di
Lama, fatta una decina di giorni prima di morire.

Chiamò Vinod e bisbigliò qualcosa.“Che cosa ha
detto?”
“Mi ha detto di dirti che, dopo la
morte, tornerà nella nostra scuola!”
Guruji ti stiamo aspettando assieme
alla gente di Sarnath che non ti dimenticherà mai.

Le ultime foto di
Lama con gli studenti del Progetto Alice (!5 Agosto, 2004)

-------------------------------------------------------------------------------------
Alice Project
Ghurahoopur
Sarnath
Varanasi
221007
UP
India
valentino1@rediffmail.com
v_giacomin@hotmail.com
Tel. +91-542-2595062, 3117028
Fax. +91-542-2595379, 2585380
a inizio pagina
|
|
 |
 |
 |
|